anthropologica

contesti economici


costituzionalismi difficili


dismed

fuori collana università

geminidi


idee e pratiche dell'evoluzione del diritto

paideia per il terzo millennio

professionalità


quaderni del dipartimento


ricerca & didattica

studi e ricerche aziendali


scienza nuova

sport educazione didattica


strumenti per la formazione


tecnologie per l'apprendimento


testi e contesti


transizioni costituzionali
tra passato e presente

collana scienza nuova
diretta da Giuliano Minichiello

Nell’affrontare i problemi dell’oggi si avverte con urgenza la necessità di un vero lavoro di intreccio coerente dei fili, spesso dispersi, della trama dell’educazione. Da parte di molti si sostiene che la caratteristica di fondo del presente momento storico sia la contraddizione: in un mondo unificato sul versante di quella che Horkheimer chiamava «ragione strumentale» (tecnologia, economia, scienza) si moltiplicano modalità degenerative della forma comunitaria (etnicismi, integralismi religiosi, odî razziali). Il pericolo che corre attualmente l’educazione (e la teorizzazione che la esprime) è di limitarsi a replicare l’immagine della contraddizione, proponendosi o come congegno scientifico/tecnologico/economico o come ammaestramento sulla base di valori difficilmente conciliabili; o come pratica raffinata dei mezzi (in vista di fini generici) o come esortazione alla ricerca di fini assoluti, che, calata nel tessuto storico, viene assorbita e fagocitata da questa o quella fazione. Dinanzi a una simile eventualità, la pedagogia non può che tentare di rintracciare una «via di mezzo», un percorso accidentato e non lineare, oscillante tra tecnica e valori. A definire gli attrezzi utili a superare l’impasse è necessaria una forma di sapere che possa integrare l’una e gli altri, che faccia emergere i valori che pure sono intrinseci all’ordito tecnologico e porti allo scoperto, d’altro canto, la verità possibile di un sistema generale dei valori. Si tratta di immaginare una «scienza» (tra virgolette) che sia «nuova» nel senso che le attribuiva Vico, per il quale il sapere storico era da affrontare con gli strumenti di una «metafisica della mente umana».
Qui non si nutre una così alta ambizione, si alimenta però una speranza: quella che una ritrovata armonia tra i saperi della
modernità e le forme di vita che ad essi corrispondono possa essere l’adeguata risposta pedagogica alle domande che la modernità pone alla pedagogia.

comitato scientifico
Paola Martino - Università di Salerno - Dip.to di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione - DISUFF
Prof. Kieran Egan - Simon Fraser University - Vancouver - Canada
Prof. William Leparulo - Florida State University - Tallahassee, Florida
Prof.ssa Carla Xodo - Università di Padova
Prof.ssa Sira Serenella Macchietti - Università di Perugia
Prof.ssa Marinella Attinà - Università di Salerno

 

Erika Marie Pace
Instilling teachers’ willingness to foster inclusive classroom practices.
Can simplexity address this complexity?

In a time when teachers have been identified as the key agents to shape educational policy re-form, much attention has been oriented towards the factors that impinge on what determines teachers’ decisions to act. The overarching aim of this book is to investigate how willingness to implement inclusive classroom practices can be instilled during initial teacher education and continuous professional development. To this end, a historic account of the developments re-garding inclusive education, competency-based curricula and teacher competency profiling is provided. The objective is to set the scene in which teachers work, outline the goals students need to reach, and define the competencies teacher education programmes should address. Se-condly, the theories and models rooted in an agentic perspective from neuroscientific, sociolo-gical and psychological inquiry are discussed. These have guided the plethora of studies carried out since the 70s, whose findings continue to inform and reorient teacher education course pro-gramming. In conclusion, the author looks into how the theory of simplexity can serve as a sui-table framework to guide teacher education and to instil willingness in teachers to adopt inclu-sive practices in schools.

Erika Marie Pace completed her Bachelor’s Degree in Education (Home Economics) at the University of Malta in 2002. Since then, she furthered her studies in Health Education and Promotion at the University of Perugia and read for a Master’s Degree in Lifelong and Community Education at the University of Salerno. She holds a PhD in Didactic Corporealities, Te-chnology and Inclusion and is currently a research fellow (S.S.D. M-PED/03) at the Department of Humanities, Philosophy and Education of the University of Salerno. Her main research interests are “Teacher Educa-tion”, the “Variables Influencing the Adoption of Inclusive Teaching Practices in Educational Contexts”, and the “Promotion of Wellbeing through Lifelong and Community Education”.


176 pagine
978-88-6152-237-4
Euro 16,00


 

Iolanda Zollo
Esercitare la semplessità

Tra Didattica generale e Didattica delle discipline

Il testo è volto ad indagare le prospettive che caratterizzano la Didattica generale e la pluralità delle Didattiche disciplinari, cercando di individuare i contributi che ognuna delle due scienze apporta all’azione didattica ed i livelli della loro interazione al fine di costruire possibili percorsi condivisi. Vi è, infatti, la necessità di creare e di promuovere un dialogo tra due ambiti che faticano ad interloquire tra loro sì da giungere ad una piena realizzazione del processo di insegnamento-apprendimento. Muovendo da questa emergenza, il volume è finalizzato ad individuare nella teoria della semplessità di Alain Berthoz un possibile trait d’union tra la Didattica generale e le Didattiche disciplinari: tale teoria potrebbe costituire il quadro teorico-metodologico di riferimento per le Didattiche disciplinari nonché un’utile guida operativa per i docenti che, attraverso la declinazione in ambito didattico di principi regolatori, si aprono alla sperimentazione e all’innovazione, deviano da azioni stereotipate e destrutturano continuamente gli scenari e le situazioni che gli si presentano.

Iolanda Zollo laureatasi cum laude in “Filologia, letterature e civiltà del mondo antico” presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, è Dottore di ricerca in “Corporeità didattiche, tecnologie ed inclusione” ed attualmente Assegnista di ricerca (S.S.D. M-PED/03) presso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione (DiSUFF) dell’Università degli Studi di Salerno. I suoi interessi scientifici riguardano principalmente il rapporto tra la Didattica generale e le Didattiche delle discipline in una prospettiva semplessa con specifico riferimento alla didattica della lingua italiana secondo un approccio non lineare.


148 pagine
978-88-6152-329-8
Euro 16,00


 

Alessandra Lo Piccolo
Dal corpo che ho al corpo che sono

Un percorso integrato per la promozione della Persona

Sempre più e da più parti, emerge la necessità di acquisire una visione olistica dell’intero processo educativo, partendo dalla consapevolezza che occuparsi di educazione significa occuparsi della persona umana, di pro-gettualità specifiche, individuali e collettive delle quali proprio il processo educativo deve farsi garante di valorizzazione. In special modo, l’argomento del presente lavoro si impone oggi più che mai come crocevia di incontri e dialoghi interdisciplinari; ne sono una tangibile testimonianza le neuroscienze verso cui sia la pedagogia che la didattica muovono per una più completa lettura e introspezione dei meccanismi che sottendono qualsivoglia proces-so cognitivo e comportamentale, specie in campo emotivo ed emozionale. Da qui, la necessità di cogliere ed evidenziare nessi e peculiarità pedagogiche nel campo della educazione alla corporeità e della corporeità, intesa come centro attorno cui ruota per buona parte, la vita dell’uomo e la sua stessa esistenza in chiave assiologica. L’importanza della corporeità nei processi di crescita e di sviluppo della persona, in una dimensione olistica, mette d’accordo studiosi provenienti da aree disciplinari anche molto diverse e ambiti epistemologici differenti. Dall’area biomedica a quella puramente umanistica e pedagogica vi è una unisona consapevolezza della necessità che uno sviluppo sano ed armonico non può che essere frutto di una attenzione alla persona nella sua complessità, proprio a partire dal suo corpo, attenzione intesa come processo finalizzato alla formazione della propria corporeità. Parliamo dunque di educazione integrata, che diventa sinonimo di sviluppo persona-le e culturale per la formazione umana personale e collettiva. L’individuo, attraverso la corporeità, ha la possibilità di esprimere il proprio modo peculiare di sentire, di percepire le cose e di manifestarlo attraverso l’azione, di esse-re. Quindi, la corporeità non soltanto conferisce senso e significato alla vita interiore ma rappresenta anche quella dimensione che ci permette di essere nel mondo in ma-niera autentica e unica. Il corpo e le sue espressioni sono parte della vita dell’uomo e della sua organizzazio-ne sociale e culturale; il movimento costituisce una delle componenti fondamentali per un’educazione integrale della persona: è proprio mediante il movimento che si acquisisce il “potere” di esplorare l’ambiente e si costruiscono esperienze comunica-zionali con le quali esprimere emozioni, idee, pensieri.

Alessandra Lo Piccolo è professore associato di Pedagogia Generale e Sociale, Pre-sidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche delle attività motorie preventive e adattate dell’Università di Enna Kore. Docente di Pedagogia della prevenzione e della salute, Pedagogia delle attività moto-rie adattate nel Corso di Laurea triennale in Scienze delle attività motorie e sportive, Didattica delle attività motorie di gruppo, ricreative e del tempo libero nel Corso di Laurea magistrale. Per i nostri tipi ha pubblicato: Pedagogia della Salute: stress e Burn-out (2009); Cor-po ed Emozioni: prospettive educative per la valorizzazione delle espressioni perso-nali (2012).


pagine 428
978-88-6152-220-6
Euro 22,00


 

Paola Martino
Il confine e la soglia

Il ‘farsi’ umano tra antropopedagogia e postumanesimo

Il volume tenta di declinare pedagogicamente il postumanesimo muovendo da un intreccio interdisciplinare che fa dialogare filosofia, antropologia e tecnoscienze. La ricostruzione delle prevalenti linee interpretative del postumanesimo pedagogico italiano, cuore di questo saggio, mostra che la questione del post-human, lungi dall’essere estranea alla discorsività pedagogica, è stata oggetto di analisi sistematiche che lasciano emergere prospettive plurali. L’intento del volume è ripercorrere i sentieri che hanno condotto all’affermazione del po-stumanesimo e problematizzare quei passaggi paradigmatici fondamentali che hanno cata-lizzato la dichiarazione di obsolescenza dell’umanesimo anche pedagogico.

Paola Martino ricercatrice a tempo determinato di Pedagogia generale e sociale presso l’Università di Salerno, è autrice di diversi saggi a ca-rattere pedagogico. Tra le sue pubblicazioni: L’orfanatrofio tecnologi-co: quale educazione nel tempo del post-umano? (Sellino, 2005); Peda-gogia contemporanea. Teorizzare l’umanizzazione dell’uomo tra onto-logia e biotecnologie (Anicia, 2010)); con M. Attinà, L’educazione so-spesa tra reale e virtuale (Area Blu, 2016).


288 pagine
978-88-6152-242-8
Euro 18,00


 

A.A. V.V.
Una disperata vitalità Pier Paolo Pasolini: sguardi interdisciplinari e tensioni pedagogiche

a cura di Alfonso Amendola, Marinella Attinà, Paola Martino Diana Carmela Di Gennaro


Il leitmotiv, il canone continuo dell’intero volume è la poetica profeticità di un pensatore indomito e disperatamente vitale, che ha sofferto il soffribile pur non rinunciando alla fede bambina di poter essere compreso. Questo volume non vuole essere una celebrazione, ma la timida testimonianza che Pasolini ci appartiene e che, benché sia un rischio misurarsi con la sua opera e la sua poetica, resta vivo in alcuni il desiderio di comprenderlo anche a costo di fare i conti con inevitabili sbavature ermeneutiche. Pasolini non muore.

Alfonso Amendola insegna Sociologia degli audiovisivi sperimentali e Sociologia dello spettacolo multimediale presso l’Università degli Studi di Salerno. Marinella Attinà insegna Pedagogia generale e Pedagogia sociale presso l’Università di Salerno. Paola Martino insegna Pedagogia generale presso l’Università di Salerno.


124 pagine
978-88-6152-235-0
Euro 18,00


 

Diana Carmela Di Gennaro
La formazione docente in chiave semplessa
Riflessioni sulla dimensione implicita dell’insegnamento


Il testo si inserisce nel solco di studi volti ad indagare le variabili implicite che influiscono sull’agire didattico del docente, partendo dal presupposto che esiste un sapere della pratica degli insegnanti che, non passando attraverso una comunicazione esplicita, si nutre di credenze, opinioni, valori e atteggiamenti che poi si sostanziano in specifiche, sebbene spesso inconsapevoli, modalità d’azione didattica. A partire dalle suggestioni provenienti dagli studi sulla didattica semplessa, l’autrice individua nella teoria della semplessità elaborata da Alain Berthoz un possibile strumento concettuale per ripensare la formazione docente, con l’obiettivo di individuare nuovi approcci in grado di favorire nell’insegnante una consapevole ricognizione degli strumenti e delle regole di adattamento di cui dispone, ampliando e riconfigurando lo spazio e le modalità d’interazione tra docente e discente.

Diana Carmela Di Gennaro è Dottore di ricerca in “Metodologia della ricerca educativa e della ricerca formativa” presso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. È titolare dell’insegnamento di Didattica Generale presso il Corso di Laurea triennale in Scienze dell’Educazione del suddetto Dipartimento. La sua attività di ricerca in ambito universitario si è focalizzata principalmente sullo studio di strategie e strumenti didattici in grado di favorire il processo di insegnamento-apprendimento in presenza di studenti con Bisogni Educativi Speciali e sulla formazione docente per la promozione di pratiche didattiche inclusive.


124 pagine
978-88-6152-217-6
Euro 16,00


 

Giuseppe De Simone
Interventi educativi nelle fattorie didattiche

“Interventi educativi nelle fattorie didattiche” è, in sintesi, un testo che sulla base di una specifica esperienza pratica, affronta in modo approfondito e con riflessioni accurate, alcuni problematiche generali tipiche della pedagogia e della didattica. Il lavoro illustra il progetto di ricerca EDUFARM che ha visto l’istituzione di una rete di aziende agricole e agrituristiche finalizzata ad accogliere scolaresche per giornate di didattica coordinate e gestite da formatori. Il progetto “Edufarm” ha costituito in questo senso un “setting” sperimentale perfetto per l’implementazione e la valutazione dell’efficienza e dell’efficacia della metodologia didattica sviluppata. Il progetto si ispira ai dettami della pedagogia attiva, del learning by doing deweiano e cerca di realizzarli attraverso la pratica delle fattorie didattiche. La didattica laboratoriale rappresenta dunque il fil rouge del lavoro che da un’analisi di tipo teorico delle principali teorie di riferimento conduce alla realizzazione delle stesse su un piano pratico illustrando l’esperienza concreta vissuta nell’ambito del progetto dai bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.

Giuseppe De Simone è Ricercatore di Pedagogia Sperimentale (M-Ped/04) ed è docente di Tecnologie per l’Apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Componente dell’Albo Esperti della Valutazione Profilo Esperti Telematici dell’Anvur. Lavora da molti anni nel settore della formazione a distanza, è autore di molti software didattici. Ha ideato il Social Learning LiveCampus, curandone la progettazione scientifica, la realizzazione e la sperimentazione. Tra le ultime pubblicazioni figurano: An enactivist approach to Web-Based Learning: LiveCampus as a proposal of learning environment (2015); Design di una soluzione pedagogico-didattica-tecnologica per la multimodalità di presentazione (2015); Learning Managment System Social Oriented: analisi e profili d’uso (2014); Apprendimento Sociale e web learning (2012).

978-88-6152-217-6
Euro 16,00


 

Giuliano Minichiello
Pensare il conoscere
Il Martin pescatore e il problema della mente


Le più recenti acquisizioni scientifiche, come l’identificazione e la decifrazione del codice genetico, la comprensione di alcuni importanti meccanismi del nostro cervello, la creazione di una “realtà virtuale” che ha stravolto non solo la dimensione comunicativa ma anche quella della vita quotidiana degli abitanti del pianeta, non sono prive di effetto sul pensiero filosofico, anche se il compito di “pensare il conoscere”non appare di semplice e immediata esecuzione. Non è pienamente avvertito il fatto che, a considerare il sapere scientifico nel suo insieme, nel suo polarizzarsi tra l’immagine fisica dell’universo (non deterministica) e l’interpretazione neurofisiologica della mente (deterministica) un diverso, potente motivo di dibattito viene a introdursi nel suo cuore centrale, il miraggio di una “conoscenza del fondamento scientifico assoluto”, che, come è ovvio, trasferisce di nuovo tutta intera la problematica del conoscere all’interno del lavoro critico e interpretativo del pensare in un orizzonte filosofico. In termini semplici, occorrerà rispondere alla domanda: “l’atomo spiega il neurone o il neurone spiega l’atomo?”.
Questo libro nasce dal tentativo di recare un contributo al chiarimento di ciò che è in questione nel rapporto tra teoria fisica del mondo e teoria neurofisiologica della mente, verificando la pretesa di giungere a definire, quale, tra le due, debba o possa costituire la base di un credibile fondamento assoluto del sapere.

Giuliano Minichiello, professore ordinario di Pedagogia generale e di Filosofia dell’educazione all’Università di Salerno, è autore di numerosi saggi dedicati alla ricerca dei fondamenti dell’apprendimento, della conoscenza e della tecnologia nell’ambito del sapere. Tra essi ricordiamo: La tecnica e l’episteme. Per una ermeneutica della razionalità scientifica (1983), Il mondo interpretato. Educazione e teoria della conoscenza (1995), Il principio imperfezione (2006), Su alcuni paradossi della meccanica quantistica da un punto di vista logico (Premio “Valitutti”, 2006), Memoriale del tempo. Logica e metafisica del senso (2013).

978-88-6152-201-5
Euro 18,00


 

Giuseppe Acone Valeria Vitale Deborah Di Maio
Orizzonte teorico e pedagogia tra umanesimo e post umanesimo


Il volume tenta una rapida ricognizione dell’attuale transizione dall’umanesimo al postumanesimo, cercando di salvare lo specifico ambito che sta tra l’umanesimo pedagogico, le scienze umane e la tendenziale affermazione del postumanesimo scientifico.
L’attuale rigoglioso sviluppo delle tecnoscienze, delle neurobiologie e di quanto attiene alla radicale trascrizione di tutto ciò che è umano nella sua versione radicalmente biologica e biogenetica, rischia di spazzar via qualsiasi sguardo conoscitivo e progettuale riconducibile ad un minimo di autonomia delle cosiddette scienze umane e, in ispecie, della pedagogia e del suo referente fondamentale, costituito pur sempre dell’educazione dell’uomo.
L’angolazione scelta dagli autori è quella della teorizzazione di confine su questi argomenti, colta, tra gli altri riferimenti fondamentali, nelle grandi sintesi teoriche di Peter Sloterdijk e Niklas Luhmann.

Giuseppe Acone, Professore ordinario di Pedagogia generale presso l’Università di Salerno da trentacinque anni, già Preside della Facoltà di Scienze della Formazione della stessa università, ha al suo attivo numerosissime opere di Pedagogia generale, tra le quali si segnalano qui le più recenti: G. Acone, La paideia introvabile, La Scuola, Brescia, 2004; G. Acone e Altri, Pedagogia dell’adolescenza, La Scuola, Brescia, 2004; G. Acone, L’orizzonte teorico della pedagogia contemporanea, Edisud, Salerno, 2006; G. Acone e Altri, Esplorazioni teoriche in pedagogia, Edisud, Salerno, 2006; G. Acone e Altri, Figure teoriche della pedagogia contemporanea, Monduzzi, Milano, 2012; G. Acone, Di generazione in generazione, Pensa Editore, Lecce, 2013.

Valeria Vitale, in possesso di laurea magistrale in «Educatori professionali ed esperti della formazione continua», è attualmente dottoranda di ricerca in «Metodologia della ricerca educativa e della ricerca formativa» presso l’Università di Salerno.

Deborah De Maio è in possesso di laurea magistrale in «Educatori professionali ed esperti della formazione continua».

132 pagine
978-88-6152-186-5
Euro 16,00


 

Giuseppe Acone
Di generazione in generazione
Quarant’anni di cultura pedagogica italiana tra ricostruzione storica ed autobiografia

Il volume tenta di coniugare il pensiero, la biografia e l’opera complessiva di Giuseppe Acone attraverso un colloquio-intervista curato da tre giovani studiose, allieve e collaboratrici del pedagogista salernitano. La giornalista Ornella Trotta e le due ricercatrici universitarie, Paola Martino ed Elena Visconti, instaurano un fitto dialogo con il loro maestro sulle vicende culturali della seconda metà del Ventesimo secolo e sul primo decennio del Ventunesimo. i ricognizione storiografica, il libro mostra come, attraverso la biografia intellettuale di Giuseppe Acone, si possa realizzare per tanti versi, non solo l’analisi della coscienza culturale, vista in prospettiva paidetica, pedagogica ed educativa, ma il tentativo di penetrare molti aspetti complessi e plurali della condizione umana e dell’orizzonte culturale in una fase difficile, complicata ed estremamente problematica del nostro tempo.

Giuseppe Acone, Professore ordinario di Pedagogia generale nell’Università di Salerno da oltre trent’anni, Professore di Pedagogia generale dal 1979 al 2007 presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, successore fin dal 1980 di Roberto Mazzetti su di una delle Cattedre più prestigiose nel campo del sapere pedagogico nazionale, Direttore per molti anni del Dipartimento di Scienze dell’educazione della stessa Università, già Preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Ateneo salernitano, è autore di molte opere di cui si dà riscontro nel presente volume. Dal 1° novembre 2012, per raggiunti limiti di età, è professore emerito presso l’Ateneo salernitano.
Paola Martino, Dottore di ricerca in Metodologia della ricerca pedagogica e psicologica, per molti anni collaboratrice alla cattedra di Pedagogia generale dell’Università di Salerno (Prof. G. Acone), è attualmente titolare di un assegno di ricerca, presso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione  dell’Università di Salerno. È autrice del volume Pedagogia contemporanea. Teorizzare l’umanizzazione dell’uomo tra ontologia e biotecnologie (2010) e di diversi saggi pubblicati in Riviste e volumi collettanei.
Ornella Trotta, laureata in Lettere presso l’Università di Salerno, Professoressa negli istituti di scuola secondaria superiore, giornalista professionista, Direttore della Rivista I fatti, è da molti anni collaboratrice esterna alla cattedra di Pedagogia generale dell’Università di Salerno.
Elena Visconti, è ricercatrice confermata di Pedagogia generale e sociale presso l’Università di Salerno. Insegna Pedagogia generale presso la Facoltà di Scienze della Formazione. È autrice del volume Processi educativi e apprendimento elettivo. Fenomenologia dello sviluppo tra implicito ed esplicito (2011) e di diversi saggi pubblicati in Riviste e volumi collettanei.

264 pagine
978-88-6152-177-3
Euro 18,00


 

P. Aiello
Il cammino della ricerca didattica sul corpo in movimento verso la semplessità
Aspetti epistemologici e metodologici

Il testo si propone di evidenziare la necessità di una riflessione teorica che precede la selezione di metodi e strumenti per la ricerca didattica sul corpo in movimento, delineando un orizzonte interpretativo che riconosca nella nozione di «semplessità» un luogo di  sintesi e di coerenza.
La descrizione sintetica dei principali approcci alla ricerca scientifica mostra le tappe e guida le scelte del cammino che conduce verso modelli innovativi, finalizzati a decifrare la complessità dello specifico oggetto di studio.

Paola Aiello è Phd in «Metodologia della Ricerca Educativa» e Ricercatore Universitario nel settore scientifico-disciplinare di Didattica e Pedagogia Speciale presso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università di Salerno.
La sua attività di ricerca in ambito universitario si è sviluppata prevalentemente sul tema della relazione tra corpo e cognizione nei processi di insegnamento-apprendimento, oggetto di pubblicazioni scientifiche, nazionali ed internazionali, e di attività di docenza, in qualità di Visiting Professor, presso il Polo Universitario Savaria dell’Ungheria Occidentale, Szombathely.

116 pagine
978-88-6152-169-8
Euro 16,00


 

N. Carlomagno
Corpo, movimento e didattica: emergenze formative e sviluppi professionali
I nuovi profili professionali motorio-sportivi nei contesti educativi per l’età evolutiva

Il lavoro di ricerca descritto nel testo evidenzia la complessità e la pluralità del fenomeno motorio-sportivo e la sua dimensione pedagogica, analizzando le potenzialità didattico-formative del corpo in movimento nei contesti educativi. Il testo, attraverso una ricognizione ed una specifica analisi delle  norme regionali e dei regolamenti territoriali a sostegno dello sviluppo dell’educazione motorio-sportiva, pone l’attenzione sulle diverse opportunità legislative per lo sviluppo delle attività complementari ed integrative a quelle scolastiche sul piano educativi.
Sul piano storico il lavoro analizza l’evoluzione in campo educativo-motorio dei programmi, degli orientamenti e delle indicazioni ministeriali, sviluppando uno studio specifico sulla coerenza dei  modelli e  dei percorsi di formazione destinati ai  docenti in questo specifico ambito.
Lo studio definisce quindi il portafoglio delle competenze trasversali e specifiche indispensabili nel campo dell’educazione motorio-sportiva in ambienti formali e non.
I risultati del lavoro di ricerca presentato nel testo si sono tradotti nella definizione di possibili percorsi universitari finalizzati a delineare un profilo di competenze professionali spendiibili sia in ambito scolastico che negli altri contesti educativi.

Nadia Carlomagno è PhD in «Qualità della formazione, sviluppo della conoscenza e saperi delle differenze» conseguito  presso l’Università degli Studi di Firenze. Ricercatrice presso la Facoltà di Scienze della Formazione  dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli, la sua attività di ricerca si è sviluppata dal 2002 attraverso studi sull’evoluzione storica delle attività motorie nelle Istituzioni educative e della formazione, approfondendo sia sul piano teorico che sperimentale le potenzialità didattiche del corpo in movimento ed i suoi diversi significati educativi ed inclusivi. Nel 2008 è stata  Visiting Professor per la disciplina «Epistemologia delle Scienze Sportive» presso l’Università dell’Ungheria Occidentale «Nyugat-magyarorszagì Egyetem, Savaria Egyetem Központ», Szombathely. È autrice di numerose pubblicazioni presenti su riviste e testi nazionali ed internazionali riferiti a lavori presentati nel corso di eventi scientifici.

188 pagine
978-88-6152-170-4
Euro 16,00


 

P. Aiello
Metodi e strumenti della ricerca didattica sul corpo in movimento


Il testo esprime una riflessione critica sui significati e sui metodi della ricerca didattica sul corpo in movimento, soffermandosi sulla specificità dell’oggetto di studio che condiziona l’articolazione del processo di ricerca, la scelta degli strumenti da utilizzare e le finalità da perseguire, nella piena consapevolezza dell’interdipendenza di oggetto e metodo.
La storicità dei criteri di oggettivazione induce a non assumere posizioni rigide che identificano la «scientificità» della conoscenza esclusivamente con il modello sperimentale e sollecita a ricercare nella sistematicità e nella intenzionalità dell’indagine la coerenza e il rigore dell’intero processo di ricerca e di costruzione del sapere.
Il definitivo affrancamento del sapere scientifico dalla gabbia dell’unicità di forme interpretative o esplicative immutabili induce a leggere le acquisizioni della ricerca scientifica in chiave di complessità crescente e probabilità dei risultati.

Paola Aiello è Phd in «Metodologia della Ricerca Educativa» e Ricercatore Universitario nel settore scientifico-disciplinare di Didattica e Pedagogia Speciale presso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università di Salerno.
La sua attività di ricerca in ambito universitario si è sviluppata prevalentemente sul tema della relazione tra corpo e cognizione nei processi di insegnamento-apprendimento, oggetto di pubblicazioni scientifiche, nazionali ed internazionali, e di attività di docenza, in qualità di Visiting Professor, presso il Polo Universitario Savaria dell’Ungheria Occidentale, Szombathely.

200 pagine
978-88-6152-156-8
Euro 16,00


 

A. Lo Piccolo
Corpo ed emozioni

Prospettive educative per la valorizzazione delle espressioni personali

In una società caratterizzata da un generale disinteresse per la vita emotivo-affettiva in cui, conformismo emotivo ed educazione logico-formale sembrano prevalere, l’alfabetizzazione affettiva è strumento di gestione, comprensione e riflessione sulle esperienze, strumento di conoscenza personale, base sicura per la formazione di persone sane.
L’emotività riconosciuta consente già al bambino di far emergere il suo desiderio d’essere, di far dispiegare la sua realtà costitutiva, impedendo processi di omologazione o di dipendenza decisionale; l’emozione, infatti, dà origine all’azione dell’individuo: dalla regolazione degli affetti dipende la capacità di regolare il pensiero e il comportamento, dall’incapacità di regolare i propri stati affettivi, hanno origine i disturbi emozionali. La scuola diviene luogo privilegiato in cui far sviluppare quelle competenze emozionali, quali l’esplorazione, la conoscenza e la rielaborazione delle emozioni e ciò risulta maggiormente efficace quando a mediare tale processo è il corpo. Quest’ultimo, in quanto parte della vita dell’uomo e della sua organizzazione sociale e culturale, costituisce una delle componenti fondamentali per un’educazione integrale della persona, con la quale esprimere pensieri, idee ed emozioni: di quì il ruolo determinante che ha l’educazione all’affettività a partire dal corpo, per consentire all’educando di prendere coscienza di se stesso e delle sue emozioni, oltre che di quelle altrui. Partendo da questa analisi dei principali problemi emotivi ed affettivi si sono individuate alcune possibilità metodoloco-didattiche tra cui lo psicodramma pedagogico, il teatro, il gioco, il disegno, le favole e la musica come strumenti didattici dal forte potere evocativo-emozionale.

Alessandra Lo Piccolo ricercatore confermato di Didattica e Pedagogia Speciale nell’Università di Enna «Kore», presso la Facoltà di Scienze Umane e Sociali; insegna Pedagogia e Didattica nei Corsi di Studio in Scienze motorie. Consegue il titolo di Dottore di Ricerca in «Pedagogia e didattica in prospettiva interculturale», nel 2005, presso l’Università degli Studi di Palermo, dissertando una tesi dal titolo «La relazione d’aiuto come strumento educativo al «Malato Persona» e all’Equipe socio-sanitaria».
Nel 2010 consegue un perfezionamento in «Esperto delle relazioni educative familiari», presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. I principali interessi di studio e di ricerca riguardano la pedagogia della salute e del benessere, la cura in educazione e la formazione in Sanità.
Tra le sue ultime pubblicazioni: A. Lo Piccolo, Pedagogia della salute: stress e Burnout, Pensa Editore, Lecce, 2008; A. Lo Piccolo, Un corpo per esistere, percorsi pedagogici, Napoli, 2008; A. Lo Piccolo, Percorsi di Formazione nel socio-sanitario, per una pedagogia che si prende cura dell’uomo, Napoli, 2008; A. Lo Piccolo, L’attività Motorio-Sportiva per il benessere nella terza età: prospettive di ricerca in I significati del movimento nella ricerca didattica. Approcci di ricerca e protocolli sperimentali a confronto a cura di Maurizio Sibilio, Napoli, 2012.

352 pagine
978-88-6152-165-0
Euro 20,00


 

E. Mannese
Apprendimento e formazione: nuove prospettive di ricerca

PREMIO ITALIANO DI PEDAGOGIA 2016

Potrebbe essere interessante pensare ad un nuovo paradigma cognitivo prendendo come punto di partenza i processi formativi, in modo da poter sintetizzare le istanze della scienza della mente (quella dei neuroscienziati dinamici N. Doidge, Alva Noë, S. I. Greenspan, e quella dei riduzionisti, che nel saggio viene esaminata analizzando la prospettiva di Martin L. Hoffman). Riflettere sulla struttura, la funzionalità, la genetica del sistema mente-cervello serve soprattutto a misurare la perfezione di un meccanismo alla cui base agisce il pensiero, la relazione, il mondo, il senso. Questi i temi analizzati nel lavoro di Emiliana Mannese.

Emiliana Mannese è ricercatrice confermata presso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. Insegna Pedagogia generale e sociale e Pedagogia clinica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. Studia i processi di apprendimento ed i rapporti tra epistemologia e tecniche formative rivolte all’analisi del concetto di pensiero e conoscenza. Nella stessa collana ha pubblicato Pensiero ed epistemologia: saggio sulla pedagogia clinica, 2011.

120 pagine
978-88-6152-157-5
Euro 16,00


 

L. Acone
Il fanciullino di legno
Immagini letterarie dell’infanzia tra Collodi e Pascoli

Autori diversi e distanti, Collodi e Pascoli ci consegnano, per la prima volta, le chiavi di un’infanzia nascosta, e ce ne fanno dono ‘rivelandola’ attraverso le debolezze, le fragilità, le passioni e gli incanti del vivere fanciullo.
Lontani da ipocrite rappresentazioni fittizie e precostituite di ciò che l’infanzia avrebbe dovuto – da contratto letterario – essere e rappresentare, due grandi scrittori costruiscono il racconto magico dell’essenza bambina, con i desideri, la meraviglia, le sofferenze e le delusioni che la rendono, di fatto, ‘regione d’incanto’ dello spazio umano.
Ed allora l’irriverenza monella del burattino di legno – primo, vero bambino della letteratura, in mezzo a tanti bambini finti di carne ed ossa – libera l’infanzia, ne dà rappresentazione schietta e realistica, ce ne partecipa la sostanza, rispetto ad un inaridimento adulto che tende a disperderne la memoria. Ed il fanciullino dolente di Pascoli, dopo aver fatto capolino nelle distratte coscienze dei grandi, ridimensiona – come solo i bambini, con la loro arcana saggezza sanno fare – gli eccessi, emotivi e razionali, del vivere adulto, ‘inchiodandoci’ ad una interpretazione della vita che non può prescindere da una profonda rilettura e da una (spesso dolente) rielaborazione dell’infanzia lontana.

Leonardo Acone ricercatore confermato, insegna letteratura per l’infanzia presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. Si occupa in maniera specifica dei rapporti tra letteratura ed infanzia e delle possibili intersezioni, di natura storico-pedagogica, tra letteratura per l’infanzia e letteratura italiana. Ulteriori campi di ricerca ed approfondimento scientifico sono quelli relativi ai rapporti didattici, formativi e culturali tra la letteratura, la musica e le arti, frutto degli studi sviluppati durante il biennio 2000-2001 presso le Università Paris 8 e La Sorbonne di Parigi. Leonardo Acone svolge, inoltre, attività di ricerca in ambito di comparazione artistica, con particolare riferimento alla letteratura ed alla musica dell’Ottocento, tenendo regolarmente lezioni concerto e master-class sull’argomento, in qualità di relatore e di musicista.
Ha pubblicato: Note su formazione, mediazione e mediatizzazione, in AA. VV., L’ultima metafora dell’educazione estetica, Pensa, Lecce, 2002; L’infanzia inventata. Riflessioni e ritratti sulla letteratura per l’infanzia, dell’infanzia e sull’infanzia, Delta 3, Grottaminarda, 2005 - 2007; Dante-Liszt. Per una definizione dei rapporti tra poesia e musica, in Lavori in Corso. Ricerche di Italianistica, Delta 3, Grottaminarda, 2007. Da Lilliput a Metropoli. Viaggi e luoghi della letteratura per ragazzi, Delta 3, Grottaminarda, 2008; La Sila dei briganti. Sulle novelle di Biagio Miraglia, Pensa Editore, Lecce, 2009.

84 pagine
978-88-6152-161-2
Euro 16,00


 

V. Vitale
Essere Educare Comunicare
Per una semiotica dell’apprendimento

L’insieme delle osservazioni filosofiche sulla tematica delle «malattie del linguaggio» costituiscono il punto di partenza per riflettere sul fatto che, soprattutto in ambito educativo, nell’instaurarsi della relazione dialogica tra insegnante e alunno, si deve prestare particolare cura all’uso della parola. Da un uso appropriato del linguaggio, infatti, ne deriva anche una più chiara definizione e decifrazione dei linguaggi verbali e non verbali dei soggetti coinvolti nella comunicazione educativa.
Nel presente lavoro, il sistema educativo risulta il campo privilegiato per esplorare la funzione relazionale del segno, guardando al rapporto educatore – educando e, di conseguenza, la lettura semiotica costituisce un importante strumento di servizio per leggere, nel contesto della comunicazione educativa, un apparato di produzioni segniche che rinviano, a loro volta, ad un sistema di significazione. L’analisi delle relazioni tra semiotica e pedagogia ha come obiettivo quello di tracciare i caratteri specifici di un’educazione semiologica intesa quale conoscenza profonda e responsabilità dell’uso del linguaggio, di cui i «professionisti della parola», devono farsi carico. Il ruolo assunto dagli  insegnanti, dagli educatori e, in generale, da chiunque sia impegnato nel campo dell’educazione e della formazione,  implica un impegno verso la dimensione di verità che si concretizza, innanzitutto ,attraverso il medium linguistico.

Valeria Vitale è Dottore di Ricerca in Metodologia della Ricerca Educativa all’Università degli Studi di Salerno, ha svolto attività di formazione in qualità di esperto all’interno del «Percorso di Ricerca-Azione Qualità d’Aula» per l’USR Campania, collabora alle attività didattiche e di ricerca del Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Salerno.
Tra i suoi lavori si segnalano: Educazione e linguaggio. Teoria e tecnica del «performativo» nella formazione e nella «individuazione», Pensa Editore, Lecce 2010; Il linguaggio come collante delle questioni filosofiche e pedagogiche in «Educare. Rassegna di pedagogia generale e di filosofia dell’educazione», anno I, n. 1, Avellino 2005; Alcuni aspetti problematici dell’insegnamento della filosofia nella scuola secondaria superiore in «Educare. Rassegna di pedagogia generale e di filosofia dell’educazione», anno I, n. 2, Avellino 2007.

104 pagine
978-88-6152-172-8
Euro 16,00


 

E. Visconti
Processi acquisizionali e apprendimento elettivo

Fenomenologia dell’esperienza pedagogica tra implicito ed esplicito

Il saggio mette in luce i nessi teoretici della relazione tra fattori biologici, neurologici, psicologici dello sviluppo cognitivo e i fattori che dipendo specificamente dai processi formativi ed educativi. Il tentativo è quello di non sovrapporre una sorta di retorica pedagogistica agli studi della biopsicologia, della neurobiologia e alle ricorrenti questioni sull’enigma mente-cervello. Per questa caratteristica esso si presenta come uno studio sui processi evolutivi del sé e come una modalità interpretativa della pedagogia generale oggi considerata dal punto di vista della possibile questione del senso dell’educazione. Quest’ultima è vista anche come esplicitazione di quell’implicito che è la compagine delle disposizioni psichiche di ogni individuo umano.

Elena Visconti è ricercatrice confermata presso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. Insegna Pedagogia Clinica presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. Studia i processi Elena Visconti è ricercatore di Pedagogia generale e sociale presso l’Università di Salerno. Insegna Pedagogia sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione. Ha pubblicato i seguenti saggi: Due modelli di identità educativa in Italia: Nord e Sud, in (a cura di G. Acone), Aspetti e problemi della pedagogia contemporanea, (2000); Le prevalenti metafore interpretative dell’adolescenza in pedagogia e stili di vita e atteggiamenti ideologici di gruppi di adolescenti italiani: identikit di un liceo classico del Mezzogiorno d’Italia, in (a cura di G. Acone), Pedagogia dell’adolescenza, (2004); Nuove vie della ricerca in pedagogia: stili formativi e contesti culturali, in (a cura di G. Acone), Esplorazioni teoriche in pedagogia, (2006); Profili formativi dell’adolescenza e forme di licealizzazione, in «Educare», (2006); La pedagogia tra stili di vita e percorsi autobiografici di adolescenti e adulti, in Quaderni del Dipartimento – Università di Salerno, Pensa Editore, Lecce, 2009; Nuovi scenari della paideia contemporanea: una generazione senza fili, in Quaderni del Dipartimento – Università di Salerno, Pensa Editore, Lecce, 2010.

140 pagine
978-88-6152-149-0
Euro 16,00


 

Emiliana Mannese
Pensiero ed epistemologia - Saggio sulla pedagogia clinica


L’analisi del processo mentale che produce conoscenza è un tema caro alla tradizione pedagogica generalista. In questo saggio l’attenzione alla Pedagogia Clinica nasce dall’esigenza di esaminare in maniera approfondita tutti quei processi che concorrono a costituire una possibile epistemologia
dell’umano. L’apprendimento profondo, l’empatia, le neuroscienze con lo studio sulla plasticità del cervello: questi sono alcuni dei temi esaminati nel saggio. Emiliana Mannese porta così a compimento una lunga serie di ricerche, tese, da un lato, a contrastare il riduzionismo sempre più di moda nelle odierne teorie della mente, e, dall’altro lato, a stabilire un collegamento non banale della riflessione pedagogica con l’universo delle neuro-scienze, soprattutto per quello che riguarda la possibilità di una nuova fondazione della Pedagogia cosiddetta «clinica».
    
Emiliana Mannese è ricercatrice confermata presso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. Insegna Pedagogia Clinica presso la Facoltà di Scienze
della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. Studia i processi di apprendimento ed i rapporti tra epistemologia e tecniche formative rivolte all’analisi del concetto di pensiero, conoscenza, apprendimento.
Ha pubblicato: La pedagogia clinica tra scienze umane e neuroscienze, (2002). L’apprendimento e la latenza:un caso empirico, (2007).

Euro 15,00
88 pagine
ISBN: 978-88-6152-143-8


 

Giuliano Minichiello
Il principio imperfezione - Per una Pedagogia della conoscenza


Il nucleo centrale di questo testo è la convinzione che la conoscenza coincida con la vita: conoscere significa assumere una precisa forma di vita, implica una scelta e ne esclude altre possibili; e inoltre tale forma non è da intendersi come una opzione soggettiva, ponendosi invece come la radice profonda di ogni vita integralmente intesa. L’originaria sapienza della Grecia antica e, successivamente, la filosofia nella complessità del suo sviluppo storico innalzarono la conoscenza al livello più alto dell’esistenza umana, fino a farla coincidere con la stessa forma del dio. I più antichi pensatori sancirono che, nella sua più completa manifestazione, l’esistenza è vita che riconosce se stessa e, in questo modo, è la fonte del bene. Che, a sua volta, non è se non il risolversi della vita, così come si presenta nella sua immediatezza, nella conoscenza, divenendo, perciò, verità.

Giuliano Minichiello professore ordinario di Pedagogia generale e Filosofia dell’educazione presso l’Università degli Studi di Salerno, si segnala, nel panorama filosofico e pedagogico, per il valore delle sue ricerche e della sua prospettiva di pensiero. Ne La tecnica e l’episteme (1983) e ne Il pensiero e la tecnica (1984) ha indagato la morfologia della tecnica e della scienza – di cui ha trattato una vexata quaestio in Su alcuni  paradossi della meccanica quantistica dal punto di vista logico (2006) –, non mancando di portarne alla luce la radice greca in Lo specchio di Dioniso (1984) e La nascita della ragione (1985) e di esaminarne i rapporti con il potere e i suoi drammatici esiti in Il Migliore dei mondi (2007) e in In vino veritas. Dialoghi sui minimi sistemi (2010), scritto con Luigi Anzalone e pubblicato per i nostri tipi. Alla proposizione di un neo-esistenzialismo spiritualistico Minichiello ha dedicato La vita a termine. Il pensiero del conflitto tra logica e tempo (2007), approfondendone la tematica filosofico-pedagogica in L’educazione spirituale (Pensa 2010). Della questione meridionale si è occupato in La fenditura nel cristallo. Frammenti di Mezzogiorno nel racconto nel mondo e in Meridionalismo (1997). Minichiello ha svolto ancheun’organica ricognizione della moderna pedagogia e ha proposto un modello educativo inteso alla formazione di un soggetto umano capace di giudizio critico, di autonomo orientamento nel mondo e di senso etico-comunitario in: L’educazione divisa, scritta con Giuseppe Acone (1986), Nuova razionalità e processi educativi (1988), Il doppio pensiero (1994), Il mondo interpretato (1995), Autobiografia e pedagogia. Il racconto di sé da Rousseau a Kafka (2000), Comunità Persona Comunicazione (2004), Costruire e abitare mondi (2009).   

192 pagine
Euro 16,00
ISBN: 978-88-6152-137-7


  A. Annarumma - F. Faiella
Saperi, tecnologie, culture in un'area del sud venticinque anni dopo
rofessore ordinario di Pedagogia generale e sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’
 
P. Di Natale
I non-luoghi dell'educazione

Quella contemporanea è un’epoca di percorsi plurali, di incertezza, di flessibilità, una condizione priva di centro, nei saperi come nelle forme di vita, contrassegnata dal politeismo dei valori, dal relativismo nelle sue differenti versioni, dall’accelerazione, dall’imprevedibilità; in tale contesto, arriva alle sue estreme conseguenze l’indebolimento del soggetto, che si rivela scisso e multiplo fino al politeismo della psiche, fragile e problematico, privo di compattezza e negato nel suo ruolo di fondamento. Di qui, la difficoltà di fondare razionalmente un significato univoco di umanità e di persona, un problema con cui oggi si confronta di necessità la riflessione pedagogica. Tra le categorie cui attualmente si cerca di rifarsi per identificare punti di riferimento utili, ci sono sicuramente quelle di riflessività e di racconto, che progressivamente si sono avvicinate, contaminandosi ed arricchendosi reciprocamente: gradualmente si è affermata l’idea di un sé concettuale, «creato» dalla riflessione del soggetto e da questi attivamente costruito narrando e narrandosi; parallelamente ha assunto un rilievo del tutto particolare l’autobiografia, come strumento non solo di espressione e di costruzione del sé ma anche di indagine e, soprattutto, di formazione. Il presente volume intende proporre una riflessione critica sui concetti di identità narrativa e di autoriflessività, analizzati alla luce della prospettiva di ragione «poietica» ed olistica caratteristica del pensiero contemporaneo, nel tentativo di offrire al lettore coordinate teorico-pratiche sulle odierne prospettive dell’impegno educativo e formativo. Paola Di Natale svolge da anni attività di ricerca presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Salerno; nello stesso Ateneo è stata docente di varie discipline dell’area pedagogica e titolare dell’insegnamento di Educazione degli adulti. Oltre a saggi in volumi collettanei e riviste, ha pubblicato: Le vie dell’invenzione. Ermeneutica e creatività (Napoli 2001), Autobiografia e didattica (con G. Minichiello e C. Manna, Brescia 2003), I nonluoghi dell’educazione. Carcere e ospedale tra storia e ricerca (Lecce 2005).

ISBN 978-88-6152-065-3
Euro 16,00

 
P. Di Natale
Riflessività e racconto

In carcere e in ospedale l’educazione si confronta con situazioni per così dire estreme: territori di confine e di transito obbligato, essi si rivelano allo sguardo pedagogico come nonluoghi, spazi non identitari, non relazionali e non storici, in cui si sperimentano al grado più alto il rischio e il senso dell’educare. Il volume, muovendo da tale categorizzazione, propone un itinerario di analisi che incrocia tre linee di ricerca. La prima è volta a ricostruire storicamente il processo di esclusione/inclusione che caratterizza le istituzioni totali, alla luce dei modelli teorici di formazione che si sono affermati nel corso della modernità; la seconda mira a mettere in luce, in prospettiva trans-disciplinare, lo scambio simbolico del linguaggio medico-giudiziario, che caratterizza la nascita e lo sviluppo del carcere e dell’ospedale e ne fonda le pratiche educative, allo scopo di far emergere i nodi problematici del rapporto tra pena e rieducazione e tra malattia ed integrazione. Infine, vengono presentati e discussi i risultati di una ricerca sul campo, condotta ascoltando la voce degli operatori, che cerca di illuminare il modo in cui gli addetti alla «cura educativa» nelle due organizzazioni interpretano la configurazione culturale e pedagogica della comunità in cui sono inseriti ed elaborano il significato, gli scopi, i limiti della propria attività. Paola Di Natale, dottore di ricerca in Metodologia della ricerca educativa, svolge attività di studio e di collaborazione scientifica e didattica presso il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Salerno. In qualità di assegnista presso il Centro di Eccellenza della stessa Università, è componente del gruppo di ricerca «Methods and Systems for Learning and Knowledge». Uno dei nuclei delle sue indagini è costituito dal rapporto tra processi cognitivi, attitudini immaginative e creatività; si occupa anche di modellistica dei processi di insegnamen-to/apprendimento, di questioni di storia della pedagogia e filosofia dell’educazione. Oltre a vari saggi in riviste specialistiche e in volumi collettanei, ha pubblicato: Le vie dell’invenzione. Ermeneutica e creatività (Napoli 2001) e Autobiografia e didattica (con G. Minichiello e C. Manna, Brescia 2003).

ISBN 88-89267-47-X
Euro 19,00

  F. Faiella
I processi formativi nella società della conoscenza

  G. Minichiello
Il principio imperfezione

Come deve trasformare se stesso un soggetto per diventare capace di conoscenza e, di converso, come deve conoscere per diventare capace di trasformare se stesso? L’interrogativo nasce dalla constatazione che l’individuo, così com’è, non è in grado di cogliere la verità: egli deve, dunque, in certo qual modo, andare oltre la propria condizione di soggetto e rendersi così portatore di verità. D’altro canto, non potrebbe operare nessuna trasformazione di sé se la verità non gli si facesse incontro e non gli si offrisse come dimensione di vita, forma d’esistenza. La conoscenza più grande, così, che è da pensarsi come un dono d’altri, è quella che mostra e rivela la nostra imperfezione, spingendoci alla cura (di noi stessi e degli altri) e alla pratica delle virtù passive, le sole idonee a esprimere il compito essenziale: l’uomo non deve tanto costruire la sua vita, quanto proseguire la sua incompiuta nascita.

Giuliano Minichiello è professore ordinario di Pedagogia generale e sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Salerno. Insegna Filosofia dell’educazione e Pedagogia generale; svolge attività di ricerca nell’ambito dell’epistemologia pedagogica, della pedagogia dell’apprendimento e delle questioni relative agli aspetti etici della costruzione dell’identità personale. E’ componente del Comitato direttivo di «Educare» e di «Studium Educationis». E’ direttore della rivista interdisciplinare «Passaggi». Fra le sue più recenti pubblicazioni segnaliamo: Autobiografia e pedagogia (Brescia, 2000); Comunità Persona Comunicazione (Avellino, 2004); Interferenze. Tra filosofia e pedagogia (Salerno, 2005

ISBN 88-89267-91-7
Euro 16,00

 

R. Russo
Epistemologia ed insegnamento delle scienze

Il testo ricostruisce lo svolgimento storico delle idee epistemologiche che si sono succedute nel tempo recente, incrociandolo con la pratica scolastica dell’insegnamento delle discipline scientifiche. L’ipotesi è che, da un lato, la dimensione epistemologica debba essere letta come una corrente «calda» della stessa ricerca sul campo, e, dall’altro, che possa e debba offrire quadri di riferimento per la comunicazione e l’apprendimento delle discipline già «formate». Approdando all’articolazione di una proposta didattica di tipo innovativo (storico-dialogico) per l’insegnamento delle discipline scientifiche, il lavoro propone un’effettiva integrazione tra discipline scientifiche e discipline umanistiche ed apre una nuova strada alle ricerche relative ad un amplissimo ambito disciplinare. Rita Russo è Dottore di Ricerca in Metodologia della Ricerca Pedagogica e Psicologica, ha svolto attività di formazione rivolta a docenti di ogni ordine e grado all’interno del «Percorso di Ricerca-Azione Qualità d’Aula» per l’USR Campania, ha collaborato alle attività didattiche presso l’Università degli Studi di Napoli «Suor Orsola Benincasa», collabora alle attività di ricerca del Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Salerno. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Pedagogia e Scienze cognitive in «Educare. Rassegna di Pedagogia Generale e di filosofia dell’Educazione», n.1, (Avellino 2005); L’insegnamento scientifico: significato e limiti in «Educare. Rassegna di Pedagogia Generale e di filosofia dell’Educazione», n. 2, (Avellino 2006); Dalla scienza del vero alla verità della scienza: la prospettiva di H. Putnam in «Quaderni del Dipartimento di Scienze dell’Educazione», Pensa Editore, Lecce 2007; Il problema dell’analfabetismo scientifico: riflettiamo sulle cause. Una proposta di intervento didattico: il metodo storico-dialogico in «Educare. Rassegna di Pedagogia Generale e di filosofia dell’Educazione», n.3, (Avellino 2007).

Il testo ricostruisce lo svolgimento storico delle idee epistemologiche che si sono succedute nel tempo recente, incrociandolo con la pratica scolastica dell’insegnamento delle discipline scientifiche. L’ipotesi è che, da un lato, la dimensione epistemologica debba essere letta come una corrente «calda» della stessa ricerca sul campo, e, dall’altro, che possa e debba offrire quadri di riferimento per la comunicazione e l’apprendimento delle discipline già «formate». Approdando all’articolazione di una proposta didattica di tipo innovativo (storico-dialogico) per l’insegnamento delle discipline scientifiche, il lavoro propone un’effettiva integrazione tra discipline scientifiche e discipline umanistiche ed apre una nuova strada alle ricerche relative ad un amplissimo ambito disciplinare.

Rita Russo è Dottore di Ricerca in Metodologia della Ricerca Pedagogica e Psicologica, ha svolto attività di formazione rivolta a docenti di ogni ordine e grado all’interno del «Percorso di Ricerca-Azione Qualità d’Aula» per l’USR Campania, ha collaborato alle attività didattiche presso l’Università degli Studi di Napoli «Suor Orsola Benincasa», collabora alle attività di ricerca del Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Salerno.
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo:Pedagogia e Scienze cognitive in «Educare. Rassegna di Pedagogia Generale e di filosofia dell’Educazione», n.1, (Avellino 2005); L’insegnamento scientifico: significato e limiti in «Educare. Rassegna di Pedagogia Generale e di filosofia dell’Educazione», n. 2, (Avellino 2006); Dalla scienza del vero alla verità della scienza: la prospettiva di H. Putnam in «Quaderni del Dipartimento di Scienze dell’Educazione», Pensa Editore, Lecce 2007; Il problema dell’analfabetismo scientifico: riflettiamo sulle cause. Una proposta di intervento didattico: il metodo storico-dialogico in «Educare. Rassegna di Pedagogia Generale e di filosofia dell’Educazione», n.3, (Avellino 2007).

ISBN 978-88-6152-091-2
Euro 15,00
168 pagine


 

V. Vitale
Educazione e linguaggio

Questi scritti sono il frutto delle lezioni di Pedagogia Sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Salerno ed affrontano le numerose tematiche oggetto di studio ed analisi della Pedagogia Sociale contemporanea. Il libro è diviso in sei capitoli ed analizza la devianza ed il paradigma pedagogico, le istituzioni e le comunità penali, le nuove tipologie di disagio giovanile, l’adolescenza ed i nuovi stili di consumo, il bullismo, lo stalking, il minore vittima di abuso, il setting formativo ed i sistemi e modelli educativi. Antonella Colonna Vilasi, ha pubblicato numerose opere su tematiche pedagogiche, analizzando in particolare il fenomeno del bullismo in ambito scolastico. Euro 18,00 308 pagine ISBN 13: 978-88-6152-111-7

Valeria Vitale è Dottore di Ricerca in Metodologia della Ricerca Educativa all’Università degli Studi di Salerno, ha svolto attività di formazione in qualità di esperto all’interno del «Percorso di Ricerca-Azione Qualità d’Aula» per l’USR CAmpania, collabora alle attività didattiche e di ricerca del Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università degli Studi di Salerno.
Tra i suoi lavori si segnalano: Il linguaggio come collante delle questioni filosofiche e pedagogiche in «Educare. Rassegna di pedagogia generale e di filosofia dell’educazione», anno I n. 1, (Avellino, 2005); Alcuni aspetti problematici dell’insegnamento della filosofia nella scuola secondaria superiore in «Educare. Rassegna di pedagogia generale e di filosofia dell’educazione», anno I n. 2, (Avellino, 2005).

88 pagine
ISBN 978-88-6152-132-2
Euro 15,00


 

L. Anzalone
Memoria e utopia in Ernst Bloch

La filosofia dell’utopia concreta e della speranza di Ernest Bloch possiede un’indubbia importanza e una notevole attualità non solo per la sua sostanza concettuale, ma anche come invito al pensiero e all’azione contro il pericolo di disumanizzazione dell’uomo e di catastrofe ecologica. È questo l’assunto fondamentale di questo libro, dimostrato attraverso l’interpretazione della concezione dell’Eingedenken (memoria utopica), che ne porta alla luce il carattere ontologico e destinale, vissuto nell’oscurità dell’attimo. Luigi Anzalone è autore di libri e saggi filosofici e socio-politici, tra cui si segnalano: Platone e il linguaggio (1983); Lo Specchio di Dioniso. Saggi su Giorgio Colli, scritto con Giuliano Minichiello (1984); Evento utopico e telos cosmico-religioso in Ernst Bloch (1989); L’umanità, la tecnica e la globalizzazione (2001); Evento e ricordo del Dio vivente (2002); Il sole nero del Sud (2003); Pensieri sul Partito Democratico (2007); Socrate, il demone e Apollo (2007); Disegnando molti cieli (2008).

256 pagine
ISBN 978-88-6152-000-0
Euro 18,00


 
M.E. Di Lieto
Medi@morfosi educativa e relazioni didattiche

La medi@morfosi educativa è un processo irreversibile della società contemporanea nel quale confluiscono sistemicamente le dinamiche formative della «paideia» formale e informale del nostro tempo. Il presente libro costituisce una riflessione interpretativa dei: 1. sistemi e processi di trasformazione dell’industria culturale e crisi educativa; 2. fattori di «modernizzazione» scolastica ed innovazione didattica; 3. un agire formativo rivolto al Ben/Essere educativo. . Ciò nel tentativo di fare dell’umana vocazione di educatore una più consapevole professione.

Maria Ermelinda Di Lieto è Dottore di Ricerca in «Metodologia della ricerca educativa» presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno, dove svolge attività di studio sulle implicazioni pedagogico-didattiche dei sistemi di comunicazione multimediale e sulle competenze formative della professionalità docente. Dal 1997 svolge attività di docenza a contratto presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, l’Università degli Studi di Salerno e l’Università telematica Pegaso. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni in saggi e riviste scientifiche. Abilitata nelle classi di insegnamento A043-A050-A036-A037, è docente di Lettere in ruolo negli Istituti di Istruzione Secondaria Inferiore.

ISBN 978-88-06152-138-4
Euro 15,00


 
G. Minichiello
L'educazione spirituale

Perché ritornare sulla questione dello spirito in un’epoca che Charles Taylor non ha esitato a definire «secolare»? Con l’espressione l’autore, distinguendo l’aggettivo da precedenti accezioni, intende indicare il fenomeno generalizzato, soprattutto in Occidente, in cui il credere è divenuto una semplice opzione per l’individuo; anche l’ateo crede, così come il credente; nella situazione attuale, in virtù di un eccesso di auto-riflessività, sembra diventare necessario – per dirla con Gianni Vattimo – credere di credere, cioè scegliere innanzi tutto di voler credere, e accompagnare questa scelta, una fra molte nel mercato delle idee, con il dubbio costante che essa, appunto, non sia un atto, un’azione, un modo di essere nella vita, ma una credenza anch’essa, di secondo grado magari, confinante con l’auto-illusione. La «spiritualità» si identifica con la New Age, con una certa modalità del costume, con uno dei possibili arredi delle nostre esistenze. Eppure, come dovrebbe essere noto, nessuna parola è più ricca di significati e di sfumature della parola spirito, al punto che, con piena ragione, si è parlato di «confusione circa il suo significato» e della difficoltà di tracciarne l’evoluzione semantica e lo sviluppo storico. Nel presente lavoro non si ha l’ambizione di riuscire là dove studiosi di molte discipline sono ancora all’opera. Nostra intenzione è quella di parlare di spirito e spiritualità non per definire o a partire da definizioni, ma nella convinzione che, comunque, proprio oggi, sia diventato non più rinviabile riaccogliere certi vocaboli nei nostri discorsi, avvicinarsi al senso che esprimono, anche se questo rimane nascosto, senza che ce ne rendiamo conto, nelle stesse parole che crediamo di pronunciare in piena autonomia.

Giuliano Minichiello è professore ordinario di Pedagogia generale e sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Salerno. Insegna Filosofia dell’educazione e Pedagogia generale; svolge attività di ricerca nell’ambito dell’epistemologia pedagogica, della pedagogia dell’apprendimento e delle questioni relative agli aspetti etici della costruzione dell’identità personale. È componente del Comitato direttivo di «Educare» e di «Studium Educationis». È direttore della rivista interdisciplinare «Passaggi». Fra le sue più recenti pubblicazioni segnaliamo: Autobiografia e pedagogia (Brescia, 2000); Comunità Persona Comunicazione (Avellino, 2004); Il principio imperfezione (Lecce, 2007); La vita a termine (Venezia, 2007).

ISBN 978-88-6152-110-0
Euro 16,00
148 pagine

  A.C. Vilasi
Pedagogia sociale - Scritti di pedagia sociale contemporanea

Questi scritti sono il frutto delle lezioni di Pedagogia Sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Salerno ed affrontano le numerose tematiche oggetto di studio ed analisi della  Pedagogia Sociale contemporanea. Il libro è diviso in sei capitoli ed analizza la devianza ed il paradigma pedagogico, le istituzioni e le comunità penali, le nuove tipologie di disagio giovanile, l’adolescenza ed i nuovi stili di consumo, il bullismo, lo stalking, il minore vittima di abuso, il setting formativo ed i sistemi e modelli educativi.

Antonella Colonna Vilasi, ha pubblicato numerose opere su tematiche pedagogiche, analizzando in particolare il fenomeno del bullismo in ambito scolastico.

308 pagine
ISBN 13: 978-88-6152-111-7
Euro 18,00


 
A.C. Vilasi
Pedagogia sociale - Figure del disordine quotidiano

Questo secondo volume di Pedagogia sociale, frutto delle lezioni di Pedagogia Sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Salerno, analizza le dinamiche gruppali inerenti l’outgroup ed l’ingroup, che rivestono grande rilevanza durante l’adolescenza, il terrorismo psicologico in ambito lavorativo, definito mobbing, e la famiglia contemporanea, divisa tra normalità e patologia, famiglia che costituisce per il bambino la prima e più importante agenzia sociale. Il libro è diviso in tre capitoli e si propone come una disamina delle figure del disordine quotidiano. Antonella Colonna Vilasi, ha pubblicato numerose opere su tematiche pedagogiche, analizzando in particolare il fenomeno del bullismo in ambito scolastico. Frutto delle ricerche condotte in ambito educativo sono: Le testimonianze dei bambini nei casi di presunto abuso sessuale, 2008, Il Bullismo, 2008, Pedagogia sociale. Scritti di pedagogia sociale contemporanea, 2010 e Il recupero sociale. Nuove prospettive di pedagogia sociale, 2010.

ISBN 978-88-6152-117-9
Euro 16,00
184 pagine


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