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collana anthropologica
diretta da Antonio Luigi Palmisano


Anthropologica è una collana che raccoglie contributi originali nel campo dell’antropologia, etnologia e etnografia, con particolare attenzione a lavori prodotti in seguito a lunghe ricerche sul campo.
Conditio sine qua non per le scienze antropologiche, o arti antropologiche, è infatti l’osservazione partecipante periferica, diretta o completa, con la quale muovere tanto verso le elaborazioni etnografiche come nella riflessione teorica riguardante i numerosi ambiti disciplinari.

Antonio Luigi Palmisano è stato Visiting Professor in Antropologia Sociale presso il College of Social Sciences, Università di Addis Ababa, dal 1992 al 1996. Attualmente è docente di Antropologia Culturale e Antropologia Politica presso l'Università di Trieste. Conduce ricerca etnografica in Africa dal 1975, con particolare attenzione al Corno d'Africa: etnografia come stile di vita.


Antonio Luigi Palmisano
Antropologia post-globale

Negli ultimi decenni l’antropologia ha vissuto un exploit mediatico e di pubblico che ha visto la sua diffusione al di fuori degli ambienti accademici e degli istituti di ricerca. All’interesse crescente per gli esiti delle ricerche, e per quanto la riflessione è stata in grado di fornire, non ha corrisposto tuttavia una considerazione della stessa disciplina all’interno dei processi decisionali a livello globale: l’antropologia è stata sentita, ma non ascoltata. Se poi è costantemente aumentato il numero degli antropologi di professione dagli anni ‘40 a oggi, è pur vero che è diminuita la produzione teorica e, soprattutto, proprio negli stessi decenni del suo crescente successo, si è affievolito il dibattito teorico: l’antropologia non ha approfondito il proprio pensiero su se stessa e sulla sua relazione con il mondo. Ultimamente gli antropologi sembrano volere riprendere questa riflessione, ponendosi questioni come “The end of anthropology?” e tentando risposte a proposito della qualificazione attuale dell’antropologia e del suo futuro. Senza cadere in una impasse storicistica di tipo hegeliano, che porterebbe a parlare di «la fine dell’antropologia» e abbandonando ogni determinismo, Palmisano opera un cambiamento di paradigma, rimettendo in causa la concezione generale relativa all’antropologia che anima un “consenso molle”, poco esigente sul piano teorico e decisamente pigro nel suo procedere. L’idea forte dell’Autore è quella di porre fin dall’inizio il problema in termini filosofici, poggiando su un’analisi profonda e originale del Da-Sein heideggeriano, nel contesto di una prospettiva antropologica, realizzando un’articolazione molto feconda, per quanto raramente osservata, fra filosofia dell’Essere e pratiche antropologiche.

Antonio Luigi Palmisano,
antropologo, ha lavorato come ricercatore e docente presso diverse Università italiane e straniere e svolto pluriennali ricerche sul terreno in Europa, Africa, Asia e America del Sud. In particolare si è occupato di società segmentarie, rapporti interetnici e processi di soluzione dei conflitti, forme della rappresentazione e teoria dell’antropologia. Ha pubblicato numerosi saggi e articoli e svolto consulenze per varie agenzie internazionali. Attualmente insegna presso l’Università del Salento.

ISBN 978-88-6152-227-5
Euro 25,00
244 pagine


Antropologia applicata
a cura di
Antonio Luigi Palmisano


La via d’uscita dal tentativo di globalistica riduzione dell’antropologia a semplice tekhne e raccolta protocollare di dati può e deve essere ritrovata in un rinnovato rapporto con la ricerca sul terreno. L’antropologia applicata, intesa come impegno sociale di una pratica quotidiana di relazione all’Altro, mostra in questa raccolta di brevi saggi tutte le sue potenzialità di costruttrice di socialità, affrancando la disciplina dal ruolo al quale spesso la si è voluta destinare: ancilla del colonialismo ieri e della globalizzazione oggi o semplice e autoreferente esercizio intellettuale relativo a esotismi e varie curiosità, di fatto funzionale allo status quo.

Antonio Luigi Palmisano
curatore di questo volume, ha svolto pluriennali ricerche sul terreno in particolare in Africa dell’Est e Asia Centrale, lavorando come ricercatore e docente in numerose Università italiane e straniere. In Europa, presso il Centre for the Study of the Foundations of Law, Katholieke Universiteit, Leuven, è stato incaricato dal 1989 al 1992 del progetto internazionale “Foundations of a New European Legal Order”. In Ethiopia, presso l’Università di Addis Ababa, ha lavorato sui processi politici di manipolazione delle reti sociali nei processi di soluzione dei conflitti, analizzando dal 1992 al 1997 il diritto consuetudinario tribale in relazione al diritto statuale federale. In Afghanistan, in qualità di Senior Advisor for Judicial Reform, ha lavorato con la Judicial Reform Commission dal 2002 al 2004, dirigendo ricerche estensive sulle forme alternative di soluzione dei conflitti e sulla struttura e organizzazione della giustizia informale in Asia Centrale. Si occupa principalmente di antropologia del diritto e processi di soluzione dei conflitti, antropologia politica ed economica della contemporaneità, teoria delle società segmentarie, concezione dello Stato e relazioni fra teologia e diritto nell’Islam, etnografia del Corno d’Africa, etnografia dell’Asia Centrale. È autore di numerose pubblicazioni, e da alcuni anni dirige DADA Rivista di Antropologia post-globale (www.dadarivista.com).

ISBN 978-88-6152-208-4
Euro 18,00
416 pagine


A. Baghaï
Etnodrammi

I tre drammi qui raccolti lasciano così rilevare una particolare concezione dell’attività dell’autore drammatico: scrivere un dramma è descrivere la società nella quale si vive, mettere in scena un dramma è permettere agli attori sociali di osservare se stessi e gli «altri» sulla scena attraverso l’azione degli attori. Un’opera di letteratura, dunque, che si risolve in una antropologia delle società «altre», un lavoro etnografico che il teatro può riconsegnare criticamente allo spettatore-attore sociale. Sia questo spettatore un attore sociale nella società messa in scena oppure un attore sociale nella società dove quella viene ad essere rimessa in scena.
 
Ariane Baghaï  ha studiato letteratura Araba e Persiana a Ginevra, Egittologia a Boston ed Antropologia Culturale e Sociale ad Addis Ababa e Trieste, dove ha anche tenuto la Cattedra di Lingua Araba. Ha condotto lunghi periodi di ricerca in Europa (Svizzera, Francia, Germania, Italia), America (Stati Uniti), Africa (Sudan, Tunisia, Etiopia) e Asia Centrale (Iran, Afghanistan).

ISBN 978-88-6152-063-9
Euro 16,00


A. L. Palmisano
I Guraghe dell'Etiopia

Nel tormentato e sofferto processo politico e sociale di fondazione dell'Etiopia, prima, e di incontro con l'economia di mercato, poi, i Guraghe non hanno avuto nulla di fondamentale da disapprendere per competere con successo all'interno della sempre nuova struttura dei rapporti sociali, se non forse la pratica di coltivazione dell'ensete, saldamente inscritta nel contesto della struttura segmentaria del gruppo locale e di discendenza...

Antonio Luigi Palmisano è stato Visiting Professor in Antropologia Sociale presso il College of Social Sciences, Università di Addis Ababa, dal 1992 al 1996. Attualmente è docente di Antropologia Culturale e Antropologia Politica presso l'Università di Trieste. Conduce ricerca etnografica in Africa dal 1975, con particolare attenzione al Corno d'Africa: etnografia come stile di vita.

ISBN 978-88-6152-052-3
Euro 16,00



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