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Luigi Anzalone
Eroi nel paese della mafia


Storie italiane: Impastato, Ambrosoli, Falcone e Borsellino, don Puglisi
introduzione di Giuseppe Cacciatore

La grave crisi che affligge l’Italia è anche conseguenza dell’insopportabile gravame che le è imposto dall’essere, per tanti versi, la terra della mafia e di ciò che resta dell’Antistato criminale creato dalla Democrazia Cristiana assemblando mafia, P2, servizi segreti, vertici reazionari delle forze dell’ordine e dell’esercito, unitamente a un coarcevo di affaristi, speculatori e clienti. L’Antistato democristiano fu vanamente contrastato da Moro e da Berlinguer; ricevette, insieme alla mafia, duri colpi grazie all’opera della magistratura; si è pericolosamente riprodotto con il berlusconismo; a tutt’oggi è lungi dall’essere debellato come mentalità e prassi mafiosa e fascistoide. Esse sono forme della non vinta malattia morale che affligge la coscienza degli Italiani. Al risveglio dell’Italia migliore, e per l’espressione delle sue energie creative e vitali, può forse contribuire il ricordo di cinque vite così diverse e così uguali fra loro: quelle di Peppino Impastato, un giovane utopista comunista, Giorgio Ambrosoli, un integerrimo borghese conservatore, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due grandi magistrati, Pino Puglisi, un prete veramente cristiano. Il loro eroismo, il loro eroico furore, inerme e nobilmente bruniano, è un fulgido, insuperabile esempio della vita dello spirito degli Italiani e di una grande Storia.

Luigi Anzalone ha insegnato storia e filosofia nei licei di Avellino ed è stato corrispondente provinciale de “L’Unità”, consigliere comunista al comune di Avellino, segretario provinciale del PDS, assessore regionale della Campania al bilancio, al demanio e ai rapporti con i paesi del Mediterraneo, vicepresidente della commissione regionale anticamorra. È autore di libri e saggi sulla filosofia antica (tra cui Socrate) e moderna (tra cui Nietzsche, Colli, Croce. Arendt) e sulla questione meridionale. Delle pubblicazioni per la nostra Casa Editrice si segnalano Memoria e utopia in Ernst Bloch (2010), Lungo il fiume senz’acqua (2012), La Dea Bianca e la comunità interculturale (2015).

pag. 252
978-88-6152-219-0
euro 10,00


 

Giuliano Minichiello
La valigia di carta


Nel 2018 sarà trascorso mezzo secolo dal “Sessantotto”. Una parte non secondaria della frastagliata generazione che ad esso diede vita, e, talvolta, la vita, era costituita dai giovani dei paesi del Sud interno d’Italia, nati, all’incirca, alla fine della seconda guerra mondiale. Essi avevano vissuto il primo decennio della loro esistenza immersi in una struttura sociale di tipo arcaico, del tutto simile a quella dei loro padri. Quel mondo si configurava come una sorta di archeologia storica, recante i tratti di un passato antichissimo, in molti casi di ascendenza millenaria. Gli stessi ragazzi e ragazze, alla fine degli anni ’50, si trovarono sbalzati in un mondo alieno, distante secoli da quello in cui erano nati e vissuti fino ad allora: il mondo “moderno”. Così, quasi viaggiatori nel tempo, più che nello spazio, costretti, come recitava il verso di una canzone dell’epoca, a “saltare” cento anni in un giorno, passarono attraverso due grandi rivoluzioni: quella, appunto, della nascente modernità e, subito dopo, nel giro di un secondo decennio, quella dell’esplosione impressionante della lotta contro la stessa condizione moderna. Solo pochi di essi riuscirono a insediarsi in uno dei mondi toccati nel corso del loro viaggio; la maggioranza si fermò in una zona neutra, nutrita di grandi speranze e di altrettanto grandi delusioni. Questo libro, a partire dalla storia dell’autore, dai ricordi dell’infanzia fino alla propria personale scelta di vita, rivive le esperienze significative di alcuni dei suoi compagni d’avventura, in una galleria di esistenze che disegna un quadro originale del Mezzogiorno e della trama tessuta in esso dal cosiddetto “Sessantotto”.

Giuliano Minichiello (Avellino, 1945), ha insegnato Storia e Filosofia nel Liceo della propria città, è stato preside a Bologna e ordinario di Pedagogia generale e Filosofia dell’educazione all’Università di Salerno. È uno dei maggiori rappresentanti della filosofia della scienza in Italia e studioso originale della storia del Mezzogiorno. Fra i suoi lavori ricordiamo: Modi del nichilismo (1981), La Tecnica e l’Episteme (1983), Meridionalismo (1997), La vita a termine (2007). Per i nostri tipi ha pubblicato: Il principio imperfezione (2006), L’educazione spirituale (2010), Pensare il conoscere (2015). Dirige la collana “Scienza Nuova”.

pag. 304
978-88-6152-218-3
euro 16,00


 

Marcello Buttazzo
Origami di parole



Marcello Buttazzo è nato a Lecce e vive a Lequile. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni, tra cui segnaliamo: Clandestino d’amore, Serenangelo, E ancora vieni dal mare, E l’alba? Sin dal suo esordio letterario, il suo mezzo espressivo più congeniale è il verso poetico, senza trascurare qualche incursione prosaica. Ha collaborato e tutt’ora collabora con testate di cultura e di letteratura, cartacee ed on-line.



pag. 88
978-88-6152-216-9
euro 12,00


 

Daniela Scardia
Lo spettacolo televisivo

Viaggio tra i generi della TV italiana

La “scatola delle immagini” assume, ai nostri occhi, varie valenze: è servizio pubblico, rumore di sottofondo nelle giornate più noiose, è una “dama” di compagnia, un elettrodomestico insulso, è cultura, è ignoranza e spazzatura. Checché se ne voglia dire, la tv ha invaso la nostra realtà quotidiana e quest’ultima ha a tal punto permeato di sè il piccolo schermo che è impossibile, ad oggi, guardare allo spettacolo televisivo senza percepirlo come uno specchio della società. Il viaggio tra i generi dello spettacolo televisivo diventa allora lo strumento attraverso cui riscoprire la più recente storia del popolo italiano e il mezzo attraverso cui comprendere chi è lo spettatore di oggi, l’Italiano medio. Imparare a “leggere” la tv, pertanto, come primo passo per “leggere” se stessi e il proprio mondo.

Daniela Scardia, conseguita nel 2013, con lode, la Laurea magistrale presso l’Università del Salento, è attualmente Cultore della Materia di Storia del Cinema presso l’Accademia di Belle Arti di Bari, dove conduce attività di ricerca relativamente al cinema e alla televisione. Dal 2014 è curatrice di progetti e seminari inerenti lo spettacolo, la storia del cinema e la storia del montaggio cinematografico, rivolti agli studenti delle scuole e dell’accademia. Dal 2016 gestisce, su progetto dell’Accademia, il Cineforum presso la Mediateca Regionale Pugliese, a Bari. Per i nostri tipi ha pubblicato: La scatola delle immagini. Storia della televisione e della programmazione televisiva italiana (2015) e La stagione del trionfo. La cultura del Neorealismo in Italia (2016).

pag. 472
978-88-6152-223-7
euro 22,00


 

Daniela Scardia
La stagione del trionfo

(La cultura del Neorealismo in Italia)

Durante il secondo dopoguerra, gli intellettuali italiani dovettero confrontarsi con la condizione di profonda miseria materiale in cui versava il loro Paese. La povertà, tuttavia, era il male minore da affrontare. L’uomo dell’epoca versava in uno stato di totale alienazione dalla sua stessa umanità: causa ne erano la solitudine, l’oppressione e le ingiustizie che la società perpetrava ai suoi danni. Fu da questa disperata situazione che scaturì il Neorealismo, non un movimento organizzato, ma un moto spontaneo di adesione di letterati, artisti e cineasti alla poetica del “quotidiano” e dell’impegno civile. Nonostante la non omogeneità degli esiti, letteratura, arti figurative e, soprattutto, mondo cinematografico si prodigarono per porsi come guida della società e strumento di ripristino dei valori fondamentali. Unico espediente utile ad un simile scopo parve allora il “vero”, che venne perciò elevato ad oggetto privilegiato dell’opera d’arte.

Daniela Scardia, conseguita nel 2013, con lode, la Laurea magistrale presso l’Università del Salento, attualmente collabora, in qualità di Cultore della Materia, con la Cattedra di Storia del Cinema dell’Accademia di Belle Arti di Bari. Dal 2014 è curatrice di progetti e seminari inerenti lo spettacolo, la storia del cinema e la storia del montaggio cinematografico, rivolti agli studenti delle scuole e dell’Accademia. Dal 2016 gestisce, su progetto dell’Accademia, il Cineforum presso la Mediateca Regionale Pugliese, a Bari. È inserita nel Progetto Impresax1000, promosso dalla Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro. Con questa stessa Casa Editrice ha pubblicato La scatola delle immagini. Storia della televisione e della programmazione televisiva italiana (2015).

pag. 412
978-88-6152-214-5
euro 16,00


 

Diana Carmela Di Gennaro
La formazione docente in chiave semplessa
Riflessioni sulla dimensione implicita dell’insegnamento


Il testo si inserisce nel solco di studi volti ad indagare le variabili implicite che influiscono sull’agire didattico del docente, partendo dal presupposto che esiste un sapere della pratica degli insegnanti che, non passando attraverso una comunicazione esplicita, si nutre di credenze, opinioni, valori e atteggiamenti che poi si sostanziano in specifiche, sebbene spesso inconsapevoli, modalità d’azione didattica. A partire dalle suggestioni provenienti dagli studi sulla didattica semplessa, l’autrice individua nella teoria della semplessità elaborata da Alain Berthoz un possibile strumento concettuale per ripensare la formazione docente, con l’obiettivo di individuare nuovi approcci in grado di favorire nell’insegnante una consapevole ricognizione degli strumenti e delle regole di adattamento di cui dispone, ampliando e riconfigurando lo spazio e le modalità d’interazione tra docente e discente.

Diana Carmela Di Gennaro è Dottore di ricerca in “Metodologia della ricerca educativa e della ricerca formativa” presso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. È titolare dell’insegnamento di Didattica Generale presso il Corso di Laurea triennale in Scienze dell’Educazione del suddetto Dipartimento. La sua attività di ricerca in ambito universitario si è focalizzata principalmente sullo studio di strategie e strumenti didattici in grado di favorire il processo di insegnamento-apprendimento in presenza di studenti con Bisogni Educativi Speciali e sulla formazione docente per la promozione di pratiche didattiche inclusive.


124 pagine
978-88-6152-217-6
Euro 16,00


 

Giuseppe De Simone
Interventi educativi nelle fattorie didattiche

“Interventi educativi nelle fattorie didattiche” è, in sintesi, un testo che sulla base di una specifica esperienza pratica, affronta in modo approfondito e con riflessioni accurate, alcuni problematiche generali tipiche della pedagogia e della didattica. Il lavoro illustra il progetto di ricerca EDUFARM che ha visto l’istituzione di una rete di aziende agricole e agrituristiche finalizzata ad accogliere scolaresche per giornate di didattica coordinate e gestite da formatori. Il progetto “Edufarm” ha costituito in questo senso un “setting” sperimentale perfetto per l’implementazione e la valutazione dell’efficienza e dell’efficacia della metodologia didattica sviluppata. Il progetto si ispira ai dettami della pedagogia attiva, del learning by doing deweiano e cerca di realizzarli attraverso la pratica delle fattorie didattiche. La didattica laboratoriale rappresenta dunque il fil rouge del lavoro che da un’analisi di tipo teorico delle principali teorie di riferimento conduce alla realizzazione delle stesse su un piano pratico illustrando l’esperienza concreta vissuta nell’ambito del progetto dai bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.

Giuseppe De Simone è Ricercatore di Pedagogia Sperimentale (M-Ped/04) ed è docente di Tecnologie per l’Apprendimento presso l’Università degli Studi di Salerno. Componente dell’Albo Esperti della Valutazione Profilo Esperti Telematici dell’Anvur. Lavora da molti anni nel settore della formazione a distanza, è autore di molti software didattici. Ha ideato il Social Learning LiveCampus, curandone la progettazione scientifica, la realizzazione e la sperimentazione. Tra le ultime pubblicazioni figurano: An enactivist approach to Web-Based Learning: LiveCampus as a proposal of learning environment (2015); Design di una soluzione pedagogico-didattica-tecnologica per la multimodalità di presentazione (2015); Learning Managment System Social Oriented: analisi e profili d’uso (2014); Apprendimento Sociale e web learning (2012).

978-88-6152-217-6
Euro 16,00


 

Antonio Rizzo
Verba manent


Dieci parole per dare luce alla propria vita attraverso
il meraviglioso intreccio tra scienza e fede

Le acquisizioni più recenti delle “nuove scienze”, quali Fisica Quantistica, Epigenetica, Neurobiologia, Psiconeuroendocrinoimmunologia, hanno contribuito a rafforzare l’idea che mente e spirito, se accuratamente educati e “interconnessi”, possono dare all’uomo il potere di essere protagonista della propria vita e non vittima degli eventi. L’autore, attraverso un linguaggio semplice ma rigoroso, da uomo di scienza e di fede, evidenzia con chiarezza i punti in comune tra le due, da sempre considerate in antitesi. Nella stesura del presente saggio sceglie “dieci parole”, considerate «le più potenti nel far vibrare le corde del cuore e sincronizzare i circuiti della mente»: Coscienza, Entusiasmo, Fede, Preghiera, Amore, Compassione, Perdono, Benedizione, Gratitudine, Missione. Mettere in pratica ciò che esse esprimono, non ha soltanto un grande valore etico-religioso, ma è indispensabile per raggiungere e mantenere il benessere psico-fisico.

Antonio Rizzo é medico specialista in ortopedia, coautore di numerose pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali del settore. La sua attività medica abbraccia anche altre branche, quali omeopatia, medicina funzionale regolatoria, fitoterapia, bioenergetica.
I suoi interessi si estendono a diverse discipline: psicologia della salute, psiconeuroendocrinoimmunologia, fisica quantistica, noetica, neurobiologia, epigenetica, secondo un modello “olistico” di diagnosi, prevenzione e trattamento della malattia. Dedica particolare attenzione alla spiritualità, considerata indispensabile per il raggiungimento di uno stato di salute ottimale. Studioso dell’etimologia e del valore semantico delle parole, ama approfondire l’analisi della parola di Dio secondo i testi originali in greco e latino.

pag. 176
978-88-6152-224-4
euro 15,00


 

Gabriele Perotti
Saggia follia d'amore


“Nulla è stato detto di definitivo sulla vita e sull’amore, d’altronde potremmo continuare all’infinito senza giungere ad alcuna conclusione”. Prendendo spunto dalla narrazione di una sofferta storia d’amore, un giovane e un vecchio dialogano intorno all’amore. Amare è garantirsi il sicuro possesso dell’Amato da parte dell’Amante o esperienza liberante e liberatrice per entrambi? Ognuno dei protagonisti del dialogo espone le ragioni dell’uno e dell’altro partito, invitando il lettore a parteciparvi con le proprie riflessioni.


Gabriele Perrotti è nato a Forino (Av) nel 1947. Laureato in Giurisprudenza, ha insegnato Storia della filosofia contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia della Università degli studi di Salerno. I suoi interessi scientifici hanno spaziato tra il moderno e il contemporaneo. Ha pubblicato sull’evoluzione delle teorie politiche del ’900, sul rapporto tra metafisica e spiritualità nel ’600 francese e su temi ed autori della filosofia contemporanea. Ha tradotto per la casa editrice Olschki Il Pensiero e il Movente di Henri Bergson.

pag. 76
978-88-6152-225-1
euro 12,00


 

Associazione Fondo di Solidarietà Permanente
CUORE E MANI APERTE VERSO CHI SOFFRE - ONLUS

"CON UN NASO ROSSO TUTTO POSSO!" - Esperienze di Clownterapia
a cura di Don Gianni Mattia


Un libro curato da Don Gianni Mattia, che raccoglie le testimonianze dei clown volontari nei reparti di pediatria e psichiatria, ma anche nei difficili viaggi della Bimbulanza e in tutte le occasioni in cui il naso rosso è diventato strumento di cura per la sofferenza.
Sono storie di vita che diventano Vita, storie che hanno qualcosa di magico e meraviglioso, immergersi in queste pagine è rivivere emozioni e sentimenti che hanno colore e calore, basta lasciarsi trasportare e ci si sente “pezzo di cielo” per gli altri…

ACQUISTANDO QUESTO LIBRO SOSTIENI I VIAGGI DELLA BIMBULANZA

Potrai trovarlo presso:

Libreria Pensa, Lecce
Libreria Liberrima, Lecce
Libreria Viva Athena, Galatina
Libreria Dante Alighieri, Casarano
Libreria Marescritto, Tricase
Libreria Edicola Più, San Pietro Vernotico
Cartolibreria Bono, Gallipoli
Libreria I Volatori, Nardò
Librolandia, Racale
Edicola 41, Bergamo

o ordinandolo direttamente a:
info@pensaeditore.it - tel./fax. 0832/205793


Don Gianni Mattia è stato ordinato sacerdote nel 1997. Precursore e promotore della Clownterapia a Lecce, è presidente e fondatore (2001) dell’Associazione “Cuore e mani aperte verso chi soffre” ONLUS, che opera all’interno del Presidio Ospedaliero “Vito Fazzi” attraverso gruppi di volontari impegnati in accoglienza, counseling, clownterapia e altro. Cappellano ospedaliero dal 1998, licenziato in Teologia Pastorale Sanitaria, ha realizzato grazie alla collaborazione di dipendenti ospedalieri, pazienti e parenti di pazienti, la Casa di accoglienza “S. Caterina Labourè”, la Bimbulanza, il Sorrisinbus, la Casa di accoglienza in Tanzania e tanti altri progetti. Don Gianni ha fatto del sorriso la sua missione formando in questi anni centinaia di giovani che offrono gratuitamente e a titolo volontario il loro tempo a piccoli degenti, a disabili e pazienti con patologie mentali. Ha pubblicato con le Edizioni Paoline Sul palmo della tua mano, (2012).

978-88-6152-202-2
euro 14,00



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