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Maria Annarumma
Epistemologia del gioco
Teorie, definizioni e metodi per un’educazione emozionale

Come in tutti i campi scientifici, anche nell’ambito dell’indagine dedicata al gioco, vi sono orientamenti non soltanto diversi, ma addirittura contrastanti. C’è chi ha sostenuto che giocando l’uomo non faccia altro che rispondere ad un bisogno innato di imitazione o di divertimento, chi invece ritiene che l’uomo si prepari alla vita adulta per esercitare gradualmente una sorta di autocontrollo sulle proprie pulsioni, chi ancora attribuisce al gioco un profondo valore culturale.
Tutto questo ci induce a riflettere su una questione principale, qualsiasi sia l’approccio e la metodologia di indagine, il gioco è intrinsecamente connesso alla vita umana e alla sua evoluzione.
Il gioco è per sua natura educante, stimola l’immaginazione, la creatività, il cambiamento e facilita la socializzazione. Attraverso di esso il bambino sperimenta l’importanza delle regole nella relazione con gli altri ed impara a controllare e a gestire il proprio vissuto emotivo.
L’emozione è, dunque, il risultato di esperienze complesse, che mediano il rapporto tra organismo e ambiente, è associata a molteplici aspetti del comportamento umano come le percezioni, la memoria, l’intelligenza e la creatività.
Comprendere il mondo emozionale è fondamentale per imparare a gestirlo e a dirigerlo verso azioni coerenti con la “propria immagine” e i propri desideri. Cogliere le sottili sinergie tra intelligenza razionale ed emotiva è dunque indispensabile ai fini di un’evoluzione personale e professionale. Tutto si gioca su questo assunto. Ora non ci resta che vivere il “gioco della vita”.

Annarumma Maria è ricercatrice in Didattica generale e speciale presso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. Il suo interesse scientifico è rivolto al ruolo delle tecnologie, del gioco e dei processi didattici. Tra le sue recenti pubblicazioni si riportano Infanzia Gioco Tecnologie. Per una pedagogia delle emozioni e una didattica della creatività (2019). El conocimiento en la sociedad medial y relación educativa. In Studi sulla Formazione (2018). The Convergence Culture of the Formal and Informal Interfaces in Education. In IJDLDC (2016). ANTROPOMEDIA Web, Comunicazione, Formazione (2015).

136 pagine
ISBN 978-88-6152-267-1
Euro 16,00


AA. VV.
Infanzia Gioco Tecnologie
Per una pedagogia delle emozioni e una didattica della creatività

Il volume si propone di indagare il ruolo del gioco nelle dinamiche che conducono alla strada del conoscere e del crescere. Emerge una trama complessa di rimandi tra aspetti spesso trattati all’insegna della separatezza: infanzia, gioco, creatività, narrazione e tecnologie. I diversi contributi affrontano questi temi orientati all’innovazione delle competenze strategiche per la promozione dello sviluppo personale e sociale. La dimensione pedagogico-didattica del gioco viene dunque esplorata sia sotto un profilo teorico sia nelle sue declinazioni pratiche, aspetti necessari per dare rigore all’intervento educativo.

Contributi di Maria Annarumma, Felice Corona, Giuseppe De Simone, Tonia De Giuseppe, Riccardo Fragnito, Veronica Fragnito, Ines Tedesco, Luigi Vitale

Annarumma Maria è ricercatrice in Didattica generale e speciale presso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione dell’Università degli Studi di Salerno. Il suo interesse scientifico è rivolto al ruolo delle tecnologie, del gioco e dei processi didattici. Tra le sue recenti pubblicazioni si riportano Infanzia Gioco Tecnologie. Per una pedagogia delle emozioni e una didattica della creatività (2019). El conocimiento en la sociedad medial y relación educativa. In Studi sulla Formazione (2018). The Convergence Culture of the Formal and Informal Interfaces in Education. In IJDLDC (2016). ANTROPOMEDIA Web, Comunicazione, Formazione (2015).

268 pagine
ISBN 978-88-6152-263-3
Euro 18,00


 

Chiara D'Alessio
Pedagogia e Neuroscienze
Aspetti storici, critici, euristici di un nuovo paradigma di ricerca



Gli studi neuroscientifici sull’educazione hanno avuto come antesignana Maria Montessori. Da allora, a distanza di un secolo, molta strada, in diverse parti del mondo, è stata fatta in tal senso.
Il volume vuol proporre approfondimenti, riflessioni, piste di indagine al fine di mostrare come la straordinaria unicità del cervello umano debba costituire uno dei fulcri dell’educazione e della pedagogia.


Chiara D’Alessio è attualmente docente di Scienze Umane e Psicopedagogiche presso il Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria dell’Università degli Studi di Salerno. È autrice di numerose pubblicazioni nazionali e internazionali sulla relazione tra pedagogia e studi sul cervello umano.
Suoi attuali interessi di ricerca sono incentrati sui rapporti tra scienze umane e neuroscienze, con particolare riferimento agli aspetti bioetici, alla relazione di cura, all’educazione alla salute ed all’umanizzazione della medicina.
Tra le precedenti pubblicazioni dell’autrice vi sono:
D’Alessio C., Minchillo I. Neuroscienze e l’educazione. Pensa, Lecce, 2010. D’Alessio C., Leone L. Neuropedagogia della memoria. Pensa, Lecce, 2011. D’Alessio C. Antropologia, psicologia e neuroscienze per una visione integrale della natura umana. In Bisceglia, B. (a cura di) AA.VV. La natura umana. Riflessioni transdisciplinari a cura del gruppo ‘Quid est Veritas?’. Collana Scientifica dell’Università di Salerno, 2014. D’Alessio C. Educazione alla salute e processo di cura: aspetti psicobiologici ed etici in Felaco R., Clarizia L. (a cura di) I Luoghi del Benessere. Edizioni Ordine degli Psicologi della Campania, Napoli, 2014. D’Alessio C. The dialogue between pedagogy and neuroscience as a new frontier in Education. In Formazione e insegnamento. European Journal of Research on Education and Teaching, 2, 2015, pp 291-296

978-88-6152-274-9
euro 18,00


 

Luigi Anzalone
Edipo

Per una genealogia dell’umano

Nonostante le scoperte scientifiche, il passaggio dallo scimpanzè all’uomo resta un salto (l’“anello mancante”). Occorre, quindi, postulare che l’uomo sia fuoriuscito dallo status scimmiesco allorché ha preso coscienza di sé, è cioé diventato soggetto, animal rationale. Questo implica che l’uomo ha parlato a seguito di un evento eccezionale e traumatico. Un tale evento non può che avere a che fare con la morte. Non la morte propria, alla quale, venendo meno la vita, non può seguire nulla, ma quella di un altro uomo. Riconoscendo in un altro uomo morto se stesso, ha compreso di essere a lui accomunato da un medesimo destino. La coscienza della morte, consistente nel dire la morte dell’altro, segna la nascita della coscienza come pensiero e linguaggio. Ma la morte è il nulla assoluto, l’indicibile. Il linguaggio, pertanto, è segnato dalla contraddizione di riportare nel dicibile ciò che per essenza non si può dire. Solo l’uomo muore; l’animale, essendo privo di coscienza, perisce. Il mito di Edipo – sorto nella arcaica civiltà mediterranea e reso immortale dai grandi tragici greci – esprime questo evento metafisico originario. Esso rappresenta un significativo momento della lotta tra il matriarcato, la religione e la civiltà delle popolazioni autoctone della Grecia, e il patriarcato, la religione e la civiltà delle bellicose popolazioni indoeuropee che la conquistarono. Pur non mettendone in discussione la densa unità, l’Autore esamina il mito dividendolo in due parti. La prima culmina nella sfida vittoriosa di Edipo sulla Sfinge. È questa la narrazione mitica dell’umanizzarsi dell’uomo: Edipo, che risolve l’enigma delle tre età, è il simbolo dell’uomo che giunge alla coscienza di se stesso. A differenza di tutte le specie animali che conoscono solo la dimensione dello spazio, l’uomo è l’animale che, oltre che nello spazio, cammina nel tempo. La seconda parte del mito dice allusivamente che il tempo dell’uomo non è solo diacronico, fatto di tre dimensioni che si succedono in modo lineare, ordinato, pacifico; ma anche sincronico, tale da renderne il cammino disordinato, zigzagante, drammatico. In quanto parricida e incestuoso, Edipo è figlio e marito di sua madre Giocasta, padre e fratello dei suoi figli. È la violenta libido che struttura il suo inconscio a fare sì che l’uomo sia l’animale che cammina nel tempo zoppicando. Ai pericoli e alle catastrofi della sua doppia natura, enigmatica, ambigua, sfuggente, l’uomo tenta di porre riparo con la morale, la politica, etc. Ma la morale, per cercare di salvare l’uomo, può essere, come dice Freud, solo Super-io, dovere, divieto? O la morale rinvia anche e soprattutto al senso del bene, alla mneme orfico-metafisica che l’uomo ha del rapporto pre e post-natale con sua madre? La positività, pur se problematica, del cammino umano, si affida alla sintesi sempre in fieri della morale come dovere di obbedire e come libertà del bene.

La quarantennale attività di studio e ricerca di Luigi Anzalone ha riguardato, in primo luogo, la filosofia greca e moderna, con particolare attenzione alla filosofia socratico-platonica e al pensiero di Friedrich Nietzsche e di Ernst Bloch, cui ha dedicato numerosi saggi (Montinari: la cosmodicea di Nietzsche, 1981; Nietzsche: la filosofia nel tempo del nichilismo, 1983; Evento utopico e telos cosmico religioso in Ernst Bloch, 1988; Croce filosofo della scissione, 2003) e diversi volumi: Lo specchio di Dioniso. Saggi su Giorgio Colli (con Giuliano Minichiello, 1984); Platone e il linguaggio (1985); Evento e ricordo del dio vivente (2002); Socrate, il demone e Apollo (2007); Memoria e utopia in Ernst Bloch (2010); La Dea bianca e la comunità interculturale (2015). Nell’ultimo decennio la sua riflessione ha privilegiato le questioni di carattere storico-politico che investono l’Italia contemporanea nel contesto europeo e internazionale. Tra i volumi dedicati a questi temi segnaliamo: L’umanità, la tecnica e la globalizzazione. Le forze democratico-riformiste di fronte alla sfida del terzo millennio (2001); Il sole nero del Sud. La questione meridionale e il principe democratico (2003); Pensieri sul Partito Democratico (2007); Disegnando molti cieli. Diario di un militante del PD (2009); In vino veritas. Dialogo sui minimi sistemi con Giuliano Minichiello (2011); Lungo il fiume senz’acqua. Note su un Paese anormale nella crisi (2012); Eroi nel Paese della mafia (2016); Storia di Lili Marleen. Una canzone contro la guerra cantata da uomini in guerra (2017). Dal 2010 il professore Anzalone pubblica in esclusiva con la nostra Casa Editrice.

pag. 400
978-88-6152-205-3
euro 40,00


 

MIMMO LEUCCI
LA MIA SCUOLA



Una scuola attenta alle esigenze personalissime dell’alunno, ai suoi differenti stili cognitivi, al suo diverso patrimonio affettivo, alle sue potenzialità, attitudini e criticità, assolutamente uniche, che dettano gli obiettivi da perseguire, i contenuti da trattare, le strategie didattico-educative da adottare, i ritmi e i tempi da rispettare.
Una scuola da cui fosse bandita ogni forma di competizione sostituita dallo spirito di cooperazione che caratterizza il lavoro di gruppo in cui i “talenti” di ognuno sono “offerti” per il raggiungimento degli obiettivi comuni, direi quasi del bene comune.
Una scuola in cui l’insegnante fosse capace di entrare in sintonia con l’alunno, regredendo fino a vivere un rapporto di completa empatia con lui e ritrovare, così, “l’animo fanciullo”, prezioso scrigno in cui sono custoditi intatti i valori che dovrebbero guidare la vita di ognuno.
Una scuola che, insieme alla trasmissione delle nozioni, garantisse l’acquisizione di conoscenze che diventano competenze e, infine, habitus, abitudine, condotta e stile di vita, impegno alla realizzazione di una società che, con l’equa distribuzione della ricchezza e un profondo senso di giustizia sociale, assicurasse l’uguaglianza delle opportunità e, davvero, la libertà.
Questo è stato il sogno che ho cullato nel corso della mia attività professionale e oggi mi chiedo da inerte pensionato, se pur tra pochi successi e moltissime battute d’arresto, sia stato, almeno in parte realizzato.


Mimmo Leucci è nato a Lecce nel 1949. Ha insegnato presso l’Istituto Comprensivo Polo 1 di Squinzano. Nel 2011 ha pubblicato Barcollando, una raccolta di poesie.



978-88-6152-278-8
euro 15,00


 

LUCA PINTO
PERCHE' ALTRI POSSANO VIVERE
Storie di un soccorritore acquatico


Luca è un soccorritore acquatico.
Una di quelle persone addestrate per compiere salvataggi in mare aperto, nei fiumi durante le alluvioni o comunque in situazioni ad alto rischio in acqua, intervenendo da terra con mezzi piccoli e veloci.
È lui il protagonista.
I fatti narrati, frutto di esperienze di soccorso in mare realmente accadute, faranno vivere al lettore attimo per attimo, le difficoltà, le emozioni e talvolta il dramma del salvataggio nelle suggestive acque del Salento.



Luca Pinto è nato a Lecce nel 1989. Ha conseguito la Laurea Magistrale in Economia presso l’Università degli Studi del Molise. È stato pilota-soccorritore della Guardia Costiera Ausiliaria - Regione Puglia e della Società Nazionale di Salvamento, in servizio per il 118 mare di Lecce. Attualmente Istruttore nelle Arti Marinaresche per il Salvataggio della Società Nazionale di Salvamento - Sez. di Otranto; Istruttore Nazionale di BLS e BLSD della Salvamento Agency; docente dell’Associazione Salvamento Salento Rescue Swimmers e di diversi Istituti Scolastici nei corsi di formazione per addetti al salvataggio in mare. Si è distinto in diverse operazioni di soccorso in mare aperto ed è candidato per una ricompensa al merito e al valor civile.



978-88-6152-259-6
euro 15,00


 

LUIGI ANZALONE
ANNACARLA E LE ALTRE
Racconti come frammenti fenomenologici sull’amore



Luigi Anzalone è autore di scritti storico-politici e filosofici. Tra i suoi libri più recenti editi per i nostri tipi, segnaliamo Memoria e utopia in Ernst Bloch (2010), La Dea Bianca e la comunità interculturale (2015), Eroi nel paese della mafia (2016), Storia di Lili Marleen. Una canzone d’amore contro la guerra cantata da uomini in guerra (2017), Edipo. Per una genealogia dell’umano (2018).



Ai vaganti di notte, alle menadi, ai magi, ai posseduti da Dioniso, agli iniziati.
Eraclito



978-88-6152-257-2
euro 6,00


 

ANDREA TI
DISDIRE


Le parole sono la strada che hai preso per rimanere a galla, seguire una vita... la guerra che combatti per far pace coi pensieri, tenere insieme i pezzi.
Sei tu, che incastri la tua esistenza fra le braccia di queste lettere.
Le parole sono tutto quello che non vuoi farti scivolare addosso.


Questo libro è stato interamente scritto a mano sull’anima delle cose, schiavizzando ogni minimo attacco di panico che marchiava il presente ed il suo futuro, già lavato da ogni singola goccia alcolica che si incastrava folle negli spazi liberi della razionalità. Non è un esempio da seguire, non lo devi leggere per forza se hai già troppo da fare. È inutile per zappare la terra, preparare la pasta, sistemare un lavandino, far di conto, guidare, portarti a scuola, abbracciare. Farà solo spazio dentro di te per accogliere la bellezza delle cose. Non creerà persone migliori, non troverà la tua anima gemella, non ti farà soffrire, non costruirà risposte, non alimenterà il mio o il tuo ego.  Andrà a fondo, nel mare dei tuoi occhi, disegnerà nuove onde, le chiameremo incertezze. È da lì che devi partire...



978-88-6152-266-4
euro 12,00


 

LAURA PAVIA
LA MISERIA DEL CIELO


La Letteratura e l’arte possono essere la cura alle ombre di questa paura dell’eterno che oscura le meraviglie del nostro vivere come uomini su questa terra. Abbiate il coraggio di leggere, non fermatevi a sfogliare: la verità è nelle parole e nei pensieri, non nell’aria tra le pagine.


Laura Pavia ha raccolto in queste pagine una parte della sua produzione in versi, maturata negli ultimi anni.
Insieme riflessione intima e universale, raccoglie “i moti del petto” per farne parola. Istanti e ombre proprie dell’essere uomo misurano la brevità delle cose.
Una continua tensione verso il mondo fuori, quello spazio esterno in cui si è costretti a vivere, lasciando l’infinito che è proprio della intimità umana.
“Un groviglio di storie vissute”, le sue poesie possono essere lette come il racconto di una donna che quotidianamente ricerca un senso al proprio esistere, chiedendo di condividere con i lettori le impressioni e le riflessioni raccolte in questo passaggio.
Appassionati e quieti, i suoi versi ci conducono tra cielo e terra “oltre il sipario del tempo”, in un sempre che è di tutti nella “miseria” delle piccole cose, di quella umiltà che sola sa d’infinito.


978-88-6152-261-9
euro 12,00


 

 

 

 

 

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