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Giovanni Diurisi
Il servitore di carte Lecce, A. D. MDCXXXI

‘Firenze del Sud’, ‘Capitale del barocco’... Ma la Lecce del ’600 fu soltanto trionfo dell’architettura? O meglio: solo gusto della decorazione, fasto di ornamenti di chiese, dimore gentilizie, corti e balconi? No di certo. Fu anche vita quotidiana, lavoro, miseria e sofferenza, episodi e vicende piccole e grandi. Furono uomini e donne: nobili, professionisti, artigiani, ed ancora artisti, religiosi, gente qualunque. A traghettarvi in questo universo ai più sconosciuto provvede questo libro, e lo fa attraverso una gran mole di documenti, resoconti, atti notarili, perfino romanze e componimenti poetici, ciascuno straordinariamente vero. E per il tramite di due personaggi tutti da scoprire: il Vescovo del tempo, Monsignore Scipione Spina, che arrivò dalla sua Napoli e s’insediò sulla cattedra leccese nel 1591, rimanendovi per quasi cinquant’anni, e il suo fido servitore, Giovannino, leccese doc, uomo della strada ma dotato di incredibili risorse. Un sodalizio originale e decisamente affascinante. Lo spunto è offerto da un censimento realmente realizzato nel 1631 (lo Status Animarum Civitatis Lytii de anno MDCXXXI) e di cui si conserva traccia in un manoscritto venuto alla luce pochi decenni fa nell’Archivio Vescovile leccese, che si rivela preziosa istantanea della società del tempo.

Giovanni Diurisi Medico, primario ospedaliero nel settore dell’emergenza, con una nutrita lista di interessi in campi disparati: dalla passione per il collezionismo all’amore per il pianoforte e per la cultura nelle sue molteplici espressioni. Abbinando il gusto per la ricerca, il piacere della scrittura e l’attenzione per il proprio territorio, è nata quest’opera prima, che si pone a metà strada fra il saggio ed il romanzo storico.


pag. 336
978-88-6152-243-5
euro 20,00


 

Antinea Ambretti
CORPO E MOVIMENTO NEI GIOCHI POPOLARI
DIMENSIONE EDUCATIVA E SPECIFICITÀ DIDATTICHE

Il riconoscimento scientifico del ruolo svolto dalla corporeità in movimento in tutti i segmenti scolastici ha sollecitato una necessaria rivisitazione delle attività curricolari in primis centrate sul canale corporeo-chinestesico, contribuendo alla ridefinizione ministeriale delle indicazioni curricolari vigenti. Le attuali indicazioni ministeriali del 2012 sollecitano i docenti fin dalla scuola dell’infanzia alla ricerca di nuovi possibili itinerari di progettazione e programmazione delle attività riferiti ai vari campi di esperienza. Da qui l’invito ministeriale, ai docenti ad una rivisitazione delle possibili “piste da percorrere”,già a partire dalla scuola dell’infanzia. Fin dalla prima scolarizzazione il riferimento al gioco come modalità naturale di espressione della corporeità in movimento, richiederebbe un alto livello di specificità delle procedure, delle scelte, delle azioni, degli obiettivi, dei contenuti e dei metodi, chiamando in causa qualità, proprietà e aspetti specifici molto diversi da quelli che caratterizzano gli altri ambiti disciplinari. L’introduzione in ambito scolastico dei giochi popolari potrebbe contribuire alla positiva integrazione di campi d’esperienza, nell’ottica della diversificazione valorizzando la specificità individuale e territoriale di tutti e di ciascuno. Il gioco popolare rispetto al gioco attuale ha una configurazione che prende forma nel territorio talvolta nei vicoli, nelle strade di campagna, nelle case diramandosi e rafforzandosi attraverso una continua trasmissione, come un vero e proprio patrimonio culturale del popolo. Essi si sviluppano grazie all’impegno e la creatività del popolo di cui ne raccontano la storia, la trasmissione generazionale ne alimentano l’identità sociale. La possibile integrazione di forme diversificate di gioco, in ambito didattico, apre una finestra di riflessione sull’inserimento di giochi popolari tradizionali, nel percorso scolastico curricolare introducendo procedure coerenti con l’organizzazione scolastico-curricolare rispondenti alla “formazione dell’uomo e del cittadino” fin dalle prime fasi della scolarizzazione.

Antinea Ambretti è PHD Metodologia della ricerca educativa. Dall’anno accademico 2013-2014 è docente a contratto di “Didattica attività motorie e rieducazione funzionale” 10 cfu settore MEDF/01 del corso di laurea Scienze motorie presso l’Università Telematica Pegaso Napoli. A partire dall’anno accademico 2015-2016 svolge attività di docenza a contratto anche presso Università degli studi di Salerno ssd MEDf/01cdl Scienze della Formazione Primaria “Laboratorio Metodi e didattica attività motorie”. Attualmente svolge attività di ricerca in qualità di membro a progetti Farb sul tema “corporeità movimento e didattica nel periodo dell’infanzia”. Ha partecipato a convegni nazionali ed internazionali con presentazioni poster e oral presentation. Negli ultimi anni ha prodotto un totale di 25 articoli pubblicati su testi e riviste nazionali ed internazionali ed è già autrice di una monografia.

pag. 195
978-88-6152-248-0
euro 18,00


 

Lettere di Oronzo Gabriele Costa, naturalista di Terra d’Otranto
a cura di Rossella De Ceglie

Figura di spicco nella comunità scientifica italiana della prima metà dell’Ottocento, Oronzio Gabriele Costa (Alessano, 1787 o 1789 – Napoli, 1867), zoologo e paleontologo, fu acuto osservatore della fauna vivente e fossile del Regno di Napoli, territorio che percorse numerose volte confrontando le specie delle diverse località. La sua vita fu segnata, ma di certo non sopraffatta, dalla repressione borbonica nel 1821 e poi nuovamente nel 1849, con la destituzione dalla cattedra di zoologia dell’Università di Napoli e la chiusura della sua Accademia degli Aspiranti Naturalisti. La documentazione d’archivio ritrovata e che qui viene proposta, seppur frammentaria, è un osservatorio privilegiato che ci permette di comprendere appieno le concrete condizioni del suo lavoro ed impegno scientifico ed accademico, rivelando l’intenso scambio di informazioni e di contatti che egli mantenne con il resto d’Italia e con scienziati europei. Al contempo, queste lettere ci rivelano anche i problemi, le difficoltà economiche e le amarezze legate alle vicende delle due destituzioni subite.

Rossella De Ceglie insegna Storia della scienza presso l’Università degli studi di Bari Aldo Moro. Studiosa di storia delle scienze della vita e delle teorie dell’evoluzione, la sua attività di ricerca si è concentrata sugli sviluppi delle ricerche naturalistiche nel secolo XIX in Italia, con particolare riferimento agli studiosi del Regno di Napoli.


pag. 156
978-88-6152-241-1
euro 16,00


 

Luigi Anzalone
Storia di Lili Marleen
Una canzone d’amore contro la guerra cantata da uomini in guerra





Luigi Anzalone
è autore di scritti storico-politici e filosofici. Tra i suoi libri più recenti editi per i nostri tipi, segnaliamo Memoria e utopia in Ernst Bloch (2010), La Dea Bianca e la comunità interculturale (2015), Eroi nel paese della mafia (2016).





pag. 48
978-88-6152-245-9
euro 6,00


 

Erika Marie Pace
Instilling teachers’ willingness to foster inclusive classroom practices.
Can simplexity address this complexity?

In a time when teachers have been identified as the key agents to shape educational policy re-form, much attention has been oriented towards the factors that impinge on what determines teachers’ decisions to act. The overarching aim of this book is to investigate how willingness to implement inclusive classroom practices can be instilled during initial teacher education and continuous professional development. To this end, a historic account of the developments re-garding inclusive education, competency-based curricula and teacher competency profiling is provided. The objective is to set the scene in which teachers work, outline the goals students need to reach, and define the competencies teacher education programmes should address. Se-condly, the theories and models rooted in an agentic perspective from neuroscientific, sociolo-gical and psychological inquiry are discussed. These have guided the plethora of studies carried out since the 70s, whose findings continue to inform and reorient teacher education course pro-gramming. In conclusion, the author looks into how the theory of simplexity can serve as a sui-table framework to guide teacher education and to instil willingness in teachers to adopt inclu-sive practices in schools.

Erika Marie Pace completed her Bachelor’s Degree in Education (Home Economics) at the University of Malta in 2002. Since then, she furthered her studies in Health Education and Promotion at the University of Perugia and read for a Master’s Degree in Lifelong and Community Education at the University of Salerno. She holds a PhD in Didactic Corporealities, Te-chnology and Inclusion and is currently a research fellow (S.S.D. M-PED/03) at the Department of Humanities, Philosophy and Education of the University of Salerno. Her main research interests are “Teacher Educa-tion”, the “Variables Influencing the Adoption of Inclusive Teaching Practices in Educational Contexts”, and the “Promotion of Wellbeing through Lifelong and Community Education”.


176 pagine
978-88-6152-237-4
Euro 16,00


 

Alessandra Lo Piccolo
Dal corpo che ho al corpo che sono

Un percorso integrato per la promozione della Persona

Sempre più e da più parti, emerge la necessità di acquisire una visione olistica dell’intero processo educativo, partendo dalla consapevolezza che occuparsi di educazione significa occuparsi della persona umana, di pro-gettualità specifiche, individuali e collettive delle quali proprio il processo educativo deve farsi garante di valorizzazione. In special modo, l’argomento del presente lavoro si impone oggi più che mai come crocevia di incontri e dialoghi interdisciplinari; ne sono una tangibile testimonianza le neuroscienze verso cui sia la pedagogia che la didattica muovono per una più completa lettura e introspezione dei meccanismi che sottendono qualsivoglia proces-so cognitivo e comportamentale, specie in campo emotivo ed emozionale. Da qui, la necessità di cogliere ed evidenziare nessi e peculiarità pedagogiche nel campo della educazione alla corporeità e della corporeità, intesa come centro attorno cui ruota per buona parte, la vita dell’uomo e la sua stessa esistenza in chiave assiologica. L’importanza della corporeità nei processi di crescita e di sviluppo della persona, in una dimensione olistica, mette d’accordo studiosi provenienti da aree disciplinari anche molto diverse e ambiti epistemologici differenti. Dall’area biomedica a quella puramente umanistica e pedagogica vi è una unisona consapevolezza della necessità che uno sviluppo sano ed armonico non può che essere frutto di una attenzione alla persona nella sua complessità, proprio a partire dal suo corpo, attenzione intesa come processo finalizzato alla formazione della propria corporeità. Parliamo dunque di educazione integrata, che diventa sinonimo di sviluppo persona-le e culturale per la formazione umana personale e collettiva. L’individuo, attraverso la corporeità, ha la possibilità di esprimere il proprio modo peculiare di sentire, di percepire le cose e di manifestarlo attraverso l’azione, di esse-re. Quindi, la corporeità non soltanto conferisce senso e significato alla vita interiore ma rappresenta anche quella dimensione che ci permette di essere nel mondo in ma-niera autentica e unica. Il corpo e le sue espressioni sono parte della vita dell’uomo e della sua organizzazio-ne sociale e culturale; il movimento costituisce una delle componenti fondamentali per un’educazione integrale della persona: è proprio mediante il movimento che si acquisisce il “potere” di esplorare l’ambiente e si costruiscono esperienze comunica-zionali con le quali esprimere emozioni, idee, pensieri.

Alessandra Lo Piccolo è professore associato di Pedagogia Generale e Sociale, Pre-sidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze e Tecniche delle attività motorie preventive e adattate dell’Università di Enna Kore. Docente di Pedagogia della prevenzione e della salute, Pedagogia delle attività moto-rie adattate nel Corso di Laurea triennale in Scienze delle attività motorie e sportive, Didattica delle attività motorie di gruppo, ricreative e del tempo libero nel Corso di Laurea magistrale. Per i nostri tipi ha pubblicato: Pedagogia della Salute: stress e Burn-out (2009); Cor-po ed Emozioni: prospettive educative per la valorizzazione delle espressioni perso-nali (2012).

pagine 428
978-88-6152-220-6
Euro 22,00


 

Paola Martino
Il confine e la soglia

Il ‘farsi’ umano tra antropopedagogia e postumanesimo

Il volume tenta di declinare pedagogicamente il postumanesimo muovendo da un intreccio interdisciplinare che fa dialogare filosofia, antropologia e tecnoscienze. La ricostruzione delle prevalenti linee interpretative del postumanesimo pedagogico italiano, cuore di questo saggio, mostra che la questione del post-human, lungi dall’essere estranea alla discorsività pedagogica, è stata oggetto di analisi sistematiche che lasciano emergere prospettive plurali. L’intento del volume è ripercorrere i sentieri che hanno condotto all’affermazione del po-stumanesimo e problematizzare quei passaggi paradigmatici fondamentali che hanno cata-lizzato la dichiarazione di obsolescenza dell’umanesimo anche pedagogico.

Paola Martino ricercatrice a tempo determinato di Pedagogia generale e sociale presso l’Università di Salerno, è autrice di diversi saggi a ca-rattere pedagogico. Tra le sue pubblicazioni: L’orfanatrofio tecnologi-co: quale educazione nel tempo del post-umano? (Sellino, 2005); Peda-gogia contemporanea. Teorizzare l’umanizzazione dell’uomo tra onto-logia e biotecnologie (Anicia, 2010)); con M. Attinà, L’educazione so-spesa tra reale e virtuale (Area Blu, 2016).


288 pagine
978-88-6152-242-8
Euro 18,00


 

Iolanda Zollo
Esercitare la semplessità

Tra Didattica generale e Didattica delle discipline

Il testo è volto ad indagare le prospettive che caratterizzano la Didattica generale e la pluralità delle Didattiche disciplinari, cercando di individuare i contributi che ognuna delle due scienze apporta all’azione didattica ed i livelli della loro interazione al fine di costruire possibili percorsi condivisi. Vi è, infatti, la necessità di creare e di promuovere un dialogo tra due ambiti che faticano ad interloquire tra loro sì da giungere ad una piena realizzazione del processo di insegnamento-apprendimento. Muovendo da questa emergenza, il volume è finalizzato ad individuare nella teoria della semplessità di Alain Berthoz un possibile trait d’union tra la Didattica generale e le Didattiche disciplinari: tale teoria potrebbe costituire il quadro teorico-metodologico di riferimento per le Didattiche disciplinari nonché un’utile guida operativa per i docenti che, attraverso la declinazione in ambito didattico di principi regolatori, si aprono alla sperimentazione e all’innovazione, deviano da azioni stereotipate e destrutturano continuamente gli scenari e le situazioni che gli si presentano.

Iolanda Zollo laureatasi cum laude in “Filologia, letterature e civiltà del mondo antico” presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, è Dottore di ricerca in “Corporeità didattiche, tecnologie ed inclusione” ed attualmente Assegnista di ricerca (S.S.D. M-PED/03) presso il Dipartimento di Scienze Umane, Filosofiche e della Formazione (DiSUFF) dell’Università degli Studi di Salerno. I suoi interessi scientifici riguardano principalmente il rapporto tra la Didattica generale e le Didattiche delle discipline in una prospettiva semplessa con specifico riferimento alla didattica della lingua italiana secondo un approccio non lineare.


148 pagine
978-88-6152-329-8
Euro 16,00


 

LABORATORIO DI POLITICHE DEL SERVIZIO SOCIALE
Pubblicazione degli atti a cura di
Federico Marchello
introduzione di Anna Maria Rizzo

Il Laboratorio di Politiche del Servizio Sociale è nato quale esigenza dal basso, proveniente dagli studenti iscritti ai cor-si di Laurea in Servizio Sociale dell’Università del Salento. L'intento è stato di presentare, senza pretesa di esaustività, i contesti istituzionali in cui l'assistente sociale opera, individuandone, oltre alla principale normativa di riferimento, le attribuzioni inerenti il mandato istituzionale e professionale, ritenendo che ciò potesse favorire l’individuazione dell’Ente presso il quale lo studente è chiamato a frequentare il proprio tirocinio curriculare. Il Laboratorio è stato rea-lizzato grazie alla stretta collaborazione con la Vice-Presidenza dei Corsi di Laurea e la Commissione Didattica, nonché il fondamentale coinvolgimento degli studenti. Agli incontri hanno preso parte dieci assistenti sociali incardinate in altrettanti Servizi del Territorio, favorendo, in tal modo, la stretta connessione tra teoria e prassi. Gli atti dei dieci incon-tri sono raccolti in questo volume, arricchito da schemi e tabelle riepilogative, dai risultati del gradimento dell'iniziativa tra i discenti, e dall'introduzione della professoressa Anna Maria Rizzo.

Federico Marchello è assistente sociale specialista, incardinato nel Terzo Settore. Già tutor didattico in Metodologie e tecniche del Servizio Sociale, collabora da diversi anni con l’insegnamento di Metodi e Tecniche del Servizio Sociale del Corso di Laurea in Servizio Sociale dell'Università del Salento. È stato relatore di diversi seminari, ha pub-blicato articoli sul web e ha cofondato SWIP, Social Work In Progress. Ha conseguito presso l’Università del Salento un Master di II Livello in Management Socio Sanitario, Innovazione e Sviluppo, elaborando un Project Work dal titolo “L'altra faccia della vio-lenza di genere. Mai più Barbablù. La costruzione di un Percorso Clinico Assistenziale per il trattamento degli uomini che agiscono violenza sulle donne”.

pag. 412
978-88-6152-234-3
euro 16,00


 

Ariane Baghaï
Il leone impagliato
Un caso per l’Ispettore Alem Eshetu

Addis Abeba, 1992. Un famoso ornitologo italiano scompare senza lasciare tracce. Un pluridecorato e di-namicissimo Colonnello dell’esercito del T.P.L.F. è incaricato delle indagini. Appena varcata la soglia del-la palazzina in cui vive la piccola comunità di profes-sori universitari, viene trascinato suo malgrado nello straordinario microcosmo della cooperazione italiana. Nulla sembra potere stravolgere la routine di questi cooperanti, neanche la minaccia di uno spietato killer che li ha decisamente presi di mira. Per trovare il ban-dolo della matassa, lo sbalordito e incredulo Colonnel-lo, presto ribattezzato Ispettore, si muove con grande diplomazia e altrettanta ironia in un ambiente dai toni spesso surreali e crudeli. L'intricato caso potrà essere risolto solo con l'attenta analisi socio-antropologica e psicologica del Colonnello Alem Eshetu, un uomo dalle mille risorse e di acuta intelligenza. Il racconto, un giallo sui generis, ristabilisce il legame storico che unisce etiopi ed italiani, al di là delle vicende politi-che, e permette al lettore di scoprire o riscoprire alcuni aspetti della complessa realtà dell’Etiopia, così vicina, seppure ignorata. Ora anche l’Etiopia ha un suo inve-stigatore. E che investigatore!

Ariane Baghaï iraniana e svizzera di origine, è nata a Ginevra. Islamista di forma-zione, ha tenuto per diversi anni la cattedra di Arabo presso l’Università di Trieste e insegnato in programmi di Master in Peace Buiding e in Peace Making in altre Uni-versità. Dopo anni di perma-nenza in Etiopia e in altri pa-esi africani e dell’Asia Cen-trale è ora residente in Italia. Ha pubblicato numerosi sag-gi e articoli in riviste interna-zionali oltre ad alcune opere teatrali, fra le quali Sheba's doors e, per i nostri tipi, Et-nodrammi. Tre incursioni nella drammaturgia etnogra-fica e Fra le nostre ali (Khush Hal nameh), opere portate in scena con successo di pubblico e di critica. Il le-one impagliato è il suo primo romanzo.

pag. 288
978-88-6152-238-1
euro 16,00


 

Gianfranco D’Ambrosio
Gli uomini di paglia. Un intrigo bancario

“Ogni giorno accadono nel mondo eventi, situazioni riprorevoli che ci mettono nella posi-zione scomoda di semplici spettatori e, la prospettiva di agire moralmente in un mondo che incoraggia l’egoismo è quasi nulla, siamo inconsapevoli testimoni senza contare e senza fare qualcosa per cambiarle. L’uomo non si accontenta più di quello che ha, vuole sempre di più e tutto questo porta certamente alla degenerazione e spesso a commettere crudeltà ed efferatezze di ogni ti-po”. Non avevano mai sperimentato un’esistenza delle cose, avevano eliminato completamen-te il superfluo, per cui, tutto il loro tempo a disposizione veniva dedicato alla ricerca di un nuovo modo di vivere fondato sulla semplicità”.

Gianfranco D’Ambrosio è nato ad Asmara (Eritrea) il 22/4/1940 e vive a Lecce. Si è laureato a Bari in Economia e Commercio. È stato Vice Direttore del Banco di Napoli sino al 1989 come dirigente e con funzioni ispettive presso le Filiali. Successivamente ha svolto la professione di commercialista ottenendo incarichi come curatore, perito e consulente presso il Tribunale di Lecce. Ha anche svolto diversi incarichi come commissario nelle ge-stioni straordinarie per conto della Banca d’Italia. Ha pubblicato alcuni articoli di natura e-conomica aziendale sulla rivista Il Corsivo e articoli vari sul Quotidiano di Lecce. Ha pubblicato Angelo Lojola ricerca su un pittore leccese e il libro autobiografico Nonno Anco oltre a dilettarsi a volte con la poesia. Attualmente collabora come volontario presso la Caritas di Lecce.

pag. 224
978-88-6152-236-7
euro 16,00


 

Luigi Di Seclì
Il diluvio universale
Romanzo

Il Diluvio Universale, appunto! … Diluvio col solo intento di allude-re ai nostri vizi, alle calamità na-turali come Cicloni, Tsunami, Al-luvioni, Terremoti, Allagamenti d’ogni sorta, Straripamenti, Eson-dazioni di fiumi e laghi, Maremo-ti, Guerre, Pestilenze, ecceteraccè-tera … Da lungo tempo ormai, o Lettore, il titolo di un’altra Operaletteraria mi si presentava impertèrrito e os-sessionante nella mente: IL DILUVIO UNIVERSALE!! … Titolo da trasporre in Poesia o Prosa dal momento ch’era già sta-to trasposto in Pittura nel corso dei secoli?




pag. 516
978-88-6152-244-2
euro 20,00


 

Antonio Iovino
La mia vita da “Squalo”
Romanzo

Rocamboleschi inseguimenti, incredibili avventu-re, improbabili travestimenti, roboanti fughe, impossibili appostamenti. Questa l’avvincente storia de “lo squalo” e della sua vita dedicata ad assicurare alla giustizia i malviventi. Questa però non è finzione ma realtà.







pag. 124
978-88-6152-230-5
euro 12,00


Antonio Luigi Palmisano
Antropologia post-globale

Negli ultimi decenni l’antropologia ha vissuto un exploit mediatico e di pubblico che ha visto la sua diffusione al di fuori degli ambienti accademici e degli istituti di ricerca. All’interesse crescente per gli esiti delle ricerche, e per quanto la riflessione è stata in grado di fornire, non ha corrisposto tuttavia una considerazione della stessa disciplina all’interno dei processi decisionali a livello globale: l’antropologia è stata sentita, ma non ascoltata. Se poi è costantemente aumentato il numero degli antropologi di professione dagli anni ‘40 a oggi, è pur vero che è diminuita la produzione teorica e, soprattutto, proprio negli stessi decenni del suo crescente successo, si è affievolito il dibattito teorico: l’antropologia non ha approfondito il proprio pensiero su se stessa e sulla sua relazione con il mondo. Ultimamente gli antropologi sembrano volere riprendere questa riflessione, ponendosi questioni come “The end of anthropology?” e tentando risposte a proposito della qualificazione attuale dell’antropologia e del suo futuro. Senza cadere in una impasse storicistica di tipo hegeliano, che porterebbe a parlare di «la fine dell’antropologia» e abbandonando ogni determinismo, Palmisano opera un cambiamento di paradigma, rimettendo in causa la concezione generale relativa all’antropologia che anima un “consenso molle”, poco esigente sul piano teorico e decisamente pigro nel suo procedere. L’idea forte dell’Autore è quella di porre fin dall’inizio il problema in termini filosofici, poggiando su un’analisi profonda e originale del Da-Sein heideggeriano, nel contesto di una prospettiva antropologica, realizzando un’articolazione molto feconda, per quanto raramente osservata, fra filosofia dell’Essere e pratiche antropologiche.

Antonio Luigi Palmisano,
antropologo, ha lavorato come ricercatore e docente presso diverse Università italiane e straniere e svolto pluriennali ricerche sul terreno in Europa, Africa, Asia e America del Sud. In particolare si è occupato di società segmentarie, rapporti interetnici e processi di soluzione dei conflitti, forme della rappresentazione e teoria dell’antropologia. Ha pubblicato numerosi saggi e articoli e svolto consulenze per varie agenzie internazionali. Attualmente insegna presso l’Università del Salento.

ISBN 978-88-6152-227-5
Euro 25,00
244 pagine


 

Antonio Rizzo
Verba manent


Dieci parole per dare luce alla propria vita attraverso
il meraviglioso intreccio tra scienza e fede

Le acquisizioni più recenti delle “nuove scienze”, quali Fisica Quantistica, Epigenetica, Neurobiologia, Psiconeuroendocrinoimmunologia, hanno contribuito a rafforzare l’idea che mente e spirito, se accuratamente educati e “interconnessi”, possono dare all’uomo il potere di essere protagonista della propria vita e non vittima degli eventi. L’autore, attraverso un linguaggio semplice ma rigoroso, da uomo di scienza e di fede, evidenzia con chiarezza i punti in comune tra le due, da sempre considerate in antitesi. Nella stesura del presente saggio sceglie “dieci parole”, considerate «le più potenti nel far vibrare le corde del cuore e sincronizzare i circuiti della mente»: Coscienza, Entusiasmo, Fede, Preghiera, Amore, Compassione, Perdono, Benedizione, Gratitudine, Missione. Mettere in pratica ciò che esse esprimono, non ha soltanto un grande valore etico-religioso, ma è indispensabile per raggiungere e mantenere il benessere psico-fisico.

Antonio Rizzo é medico specialista in ortopedia, coautore di numerose pubblicazioni su riviste nazionali e internazionali del settore. La sua attività medica abbraccia anche altre branche, quali omeopatia, medicina funzionale regolatoria, fitoterapia, bioenergetica.
I suoi interessi si estendono a diverse discipline: psicologia della salute, psiconeuroendocrinoimmunologia, fisica quantistica, noetica, neurobiologia, epigenetica, secondo un modello “olistico” di diagnosi, prevenzione e trattamento della malattia. Dedica particolare attenzione alla spiritualità, considerata indispensabile per il raggiungimento di uno stato di salute ottimale. Studioso dell’etimologia e del valore semantico delle parole, ama approfondire l’analisi della parola di Dio secondo i testi originali in greco e latino.

pag. 176
978-88-6152-224-4
euro 15,00


 

Marcello Buttazzo
Origami di parole



Marcello Buttazzo è nato a Lecce e vive a Lequile. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni, tra cui segnaliamo: Clandestino d’amore, Serenangelo, E ancora vieni dal mare, E l’alba? Sin dal suo esordio letterario, il suo mezzo espressivo più congeniale è il verso poetico, senza trascurare qualche incursione prosaica. Ha collaborato e tutt’ora collabora con testate di cultura e di letteratura, cartacee ed on-line.

pag. 88
978-88-6152-216-9
euro 12,00


 

Associazione Fondo di Solidarietà Permanente
CUORE E MANI APERTE VERSO CHI SOFFRE - ONLUS

"CON UN NASO ROSSO TUTTO POSSO!" - Esperienze di Clownterapia
a cura di Don Gianni Mattia


Un libro curato da Don Gianni Mattia, che raccoglie le testimonianze dei clown volontari nei reparti di pediatria e psichiatria, ma anche nei difficili viaggi della Bimbulanza e in tutte le occasioni in cui il naso rosso è diventato strumento di cura per la sofferenza.
Sono storie di vita che diventano Vita, storie che hanno qualcosa di magico e meraviglioso, immergersi in queste pagine è rivivere emozioni e sentimenti che hanno colore e calore, basta lasciarsi trasportare e ci si sente “pezzo di cielo” per gli altri…

ACQUISTANDO QUESTO LIBRO SOSTIENI I VIAGGI DELLA BIMBULANZA

Potrai trovarlo presso:

Libreria Pensa, Lecce
Libreria Liberrima, Lecce
Libreria Viva Athena, Galatina
Libreria Dante Alighieri, Casarano
Libreria Marescritto, Tricase
Libreria Edicola Più, San Pietro Vernotico
Cartolibreria Bono, Gallipoli
Libreria I Volatori, Nardò
Librolandia, Racale
Edicola 41, Bergamo

o ordinandolo direttamente a:
info@pensaeditore.it - tel./fax. 0832/205793


Don Gianni Mattia è stato ordinato sacerdote nel 1997. Precursore e promotore della Clownterapia a Lecce, è presidente e fondatore (2001) dell’Associazione “Cuore e mani aperte verso chi soffre” ONLUS, che opera all’interno del Presidio Ospedaliero “Vito Fazzi” attraverso gruppi di volontari impegnati in accoglienza, counseling, clownterapia e altro. Cappellano ospedaliero dal 1998, licenziato in Teologia Pastorale Sanitaria, ha realizzato grazie alla collaborazione di dipendenti ospedalieri, pazienti e parenti di pazienti, la Casa di accoglienza “S. Caterina Labourè”, la Bimbulanza, il Sorrisinbus, la Casa di accoglienza in Tanzania e tanti altri progetti. Don Gianni ha fatto del sorriso la sua missione formando in questi anni centinaia di giovani che offrono gratuitamente e a titolo volontario il loro tempo a piccoli degenti, a disabili e pazienti con patologie mentali. Ha pubblicato con le Edizioni Paoline Sul palmo della tua mano, (2012).

978-88-6152-202-2
euro 14,00


 

A.A. V.V.
Una disperata vitalità Pier Paolo Pasolini: sguardi interdisciplinari e tensioni pedagogiche

a cura di Alfonso Amendola, Marinella Attinà, Paola Martino Diana Carmela Di Gennaro


Il leitmotiv, il canone continuo dell’intero volume è la poetica profeticità di un pensatore indomito e disperatamente vitale, che ha sofferto il soffribile pur non rinunciando alla fede bambina di poter essere compreso. Questo volume non vuole essere una celebrazione, ma la timida testimonianza che Pasolini ci appartiene e che, benché sia un rischio misurarsi con la sua opera e la sua poetica, resta vivo in alcuni il desiderio di comprenderlo anche a costo di fare i conti con inevitabili sbavature ermeneutiche. Pasolini non muore.

Alfonso Amendola insegna Sociologia degli audiovisivi sperimentali e Sociologia dello spettacolo multimediale presso l’Università degli Studi di Salerno. Marinella Attinà insegna Pedagogia generale e Pedagogia sociale presso l’Università di Salerno. Paola Martino insegna Pedagogia generale presso l’Università di Salerno.


124 pagine
978-88-6152-235-0
Euro 18,00


 

Luigi Anzalone
Eroi nel paese della mafia


Storie italiane: Impastato, Ambrosoli, Falcone e Borsellino, don Puglisi
introduzione di Giuseppe Cacciatore

La grave crisi che affligge l’Italia è anche conseguenza dell’insopportabile gravame che le è imposto dall’essere, per tanti versi, la terra della mafia e di ciò che resta dell’Antistato criminale creato dalla Democrazia Cristiana assemblando mafia, P2, servizi segreti, vertici reazionari delle forze dell’ordine e dell’esercito, unitamente a un coarcevo di affaristi, speculatori e clienti. L’Antistato democristiano fu vanamente contrastato da Moro e da Berlinguer; ricevette, insieme alla mafia, duri colpi grazie all’opera della magistratura; si è pericolosamente riprodotto con il berlusconismo; a tutt’oggi è lungi dall’essere debellato come mentalità e prassi mafiosa e fascistoide. Esse sono forme della non vinta malattia morale che affligge la coscienza degli Italiani. Al risveglio dell’Italia migliore, e per l’espressione delle sue energie creative e vitali, può forse contribuire il ricordo di cinque vite così diverse e così uguali fra loro: quelle di Peppino Impastato, un giovane utopista comunista, Giorgio Ambrosoli, un integerrimo borghese conservatore, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, due grandi magistrati, Pino Puglisi, un prete veramente cristiano. Il loro eroismo, il loro eroico furore, inerme e nobilmente bruniano, è un fulgido, insuperabile esempio della vita dello spirito degli Italiani e di una grande Storia.

Luigi Anzalone ha insegnato storia e filosofia nei licei di Avellino ed è stato corrispondente provinciale de “L’Unità”, consigliere comunista al comune di Avellino, segretario provinciale del PDS, assessore regionale della Campania al bilancio, al demanio e ai rapporti con i paesi del Mediterraneo, vicepresidente della commissione regionale anticamorra. È autore di libri e saggi sulla filosofia antica (tra cui Socrate) e moderna (tra cui Nietzsche, Colli, Croce. Arendt) e sulla questione meridionale. Delle pubblicazioni per la nostra Casa Editrice si segnalano Memoria e utopia in Ernst Bloch (2010), Lungo il fiume senz’acqua (2012), La Dea Bianca e la comunità interculturale (2015).

pag. 252
978-88-6152-219-0
euro 10,00

 

 

 

 

 

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